Il tatuaggio come memento mori. Una mostra a Londra

Somerset House, Londra – fino al 5 ottobre 2014. Mentre le clessidre si svuotano, il tempo si fissa in un’immagine. Londra celebra il tatuaggio come simbolo del tempo attraverso una mostra alla Somerset House intitolata “Time: Tattoo Art Today”.

Antonio Macko Todisco, Jennie - photo ©SilviaNeri

Curata da Claudia De Sabe, Time: Tattoo Art Today presenta una serie di lavori originali realizzati dai più importanti tatuatori, tra i quali Rose Hardy, Ed Hardy e Paul Booth. A ogni artista è stato chiesto di creare un lavoro inedito sul tema del tempo, utilizzando come superficie la tela al posto della pelle. Il risultato è una serie di dipinti in cui il tema proposto è declinato in varie combinazioni iconografiche: farfalle, croci, scheletri inneggiano al memento mori in fantasiose rappresentazioni in cui tecniche differenti si adoperano per l’espressione artistica.
Legata alla concezione del tempo e del suo scorrere, l’arte dei tatuaggi si è sempre espressa sul corpo umano, che utilizza come mezzo per esorcizzare la paura della morte e di un’esistenza precaria. I lavori presenti in mostra sono veri e propri capolavori di maestria e rifinizione: in essi rappresentazione e simbologia si sposano in un tripudio di immagini complesse.
Costruzioni oniriche di personaggi emblematici, divinità induiste, animali antropomorfi, statue di bronzo che rappresentano uomini solitari e pensosi: sono solo alcuni dei soggetti dei lavori in esposizione al Somerset House. Questa location londinese si presta al confronto tematico dell’esposizione: costruita in stile neoclassico del Settecento, è un contenitore prestigioso legato alla storia di Londra. Attraverso questa presentazione di tatuaggi, la concezione del tempo e del suo scorrere viene messa in discussione.

Joe Capobianco, Trinity - photo ©SilviaNeri
Joe Capobianco, Trinity – photo ©SilviaNeri

Baudelaire definiva il tempo “un avido giocatore che vince ad ogni colpo, senza barare”. Sulla stessa linea di pensiero questi artisti, consci dell’impossibilità di fermare il tempo, elaborano la propria visione apotropaica dove, attraverso il disegno, fissano il tempo in un’immagine. Il tatuaggio rimane sulla pelle, diventa dunque ricordo esposto: un elenco di visioni legate alla memoria utilizza la rievocazione, crea un archivio cronologico.
Una volta realizzati su tela, i disegni compiono il loro risultato nella trasformazione ideologica di quest’arte: le opere sono esempi di grande ricerca di un equilibrio di contenuto ed estetica il cui obiettivo è una corsa a perdifiato lungo la vita.

Silvia Neri

Londra // fino al 5 ottobre 2014
Time: Tattoo Art Today
a cura di Claudia De Sabe
SOMERSET HOUSE
South Wing
+44 (0)20 78454600
[email protected]
www.somersethouse.org.uk

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Silvia Neri
Silvia Neri nasce a Vicenza nel 1985. Si laurea nel 2010 in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi in Storia dell'Arte contemporanea su Cremaster 3 di Matthew Barney. Nel 2008/2009 collabora con il Centro Nazionale di Fotografia di Padova. Scrive dal 2010 per la rivista AreaArte e collabora con artisti per la realizzazione di video e cortometraggi e allestimento di esposizioni d'arte. Vive a Parigi dove studia Art Contemporain et Nouveaux Medias a un master recherche all'Université di Paris 8 e collabora con la Galerie Bernard Bouche.
  • angelov

    uno tra i tatuaggi più belli al mondo