Il supremo Malević. Alla Tate Modern di Londra

Tate Modern, Londra – fino al 26 ottobre 2014. Una delle mostre più misteriose dedicate all’arte russa “rivoluzionaria”. Protagonista Kazimir Malević, attraverso uno spaccato delle sue intuizioni artistiche, passando per l’architettura e il teatro, fino all’inaspettato ritorno al figurativo.

Kazimir Malević, Suprematist Painting with Black Trapezium and Red Square 1915 . Stedelijk Museum, Amsterdam

Qual è la vera essenza dell’arte? È questa la domanda da cui prende avvio la mostra di Kazimir Malević, (Kiev, 1879 – San Pietroburgo, 1935) alla Tate Modern di Londra. E in effetti sembra che in queste sale abbia trovato conforto la disperata ricerca che connota il periodo cubista.
I quadri trovano il loro equilibrio al centro delle pareti, disposti in ordine cronologico al fine di ricostruire, attraverso tappe temporali, la sua evoluzione artistica. La mostra prende avvio, infatti, con le prime opere di stampo impressionista nelle sue varianti puntinistiche e divisionistiche per chiudersi con le opere degli ultimi anni: ritratti compatti così come compatto risulta il quadrato nero, che è divenuto, nel tempo, l’emblema del Suprematismo.  Al centro di un’intera parete, quindi, spicca Il quadrato nero realizzato tra il 1914 e il 1915, tema e icona portante della mostra. È infatti proprio il cubo futuristico il simbolo del rinnovamento che si combina con il dinamismo, facendosi possedere da “abstraction and representation“, parole chiave nelle didascalie della Tate Modern.

 Kazimir Malević, Self Portrait 1908-1910.Tretyakov Gallery, Moscow, Russia
Kazimir Malević, Self Portrait 1908-1910.Tretyakov Gallery, Moscow, Russia

Ma perché Malević è divenuto così importante? La risposta la si rinviene nel percorso descrittivo dell’esposizione londinese, che si concentra attentamente sul messaggio dell’artista di origini ucraine: annientare tutto ciò che era stato prodotto sino ad allora e dare il via all’innovazione, alla nuova ricerca, con un segno di disgregazione delle immagini.
I dipinti suprematisti di Malević esplorano, nei dettagli, la sua biografia; rappresentano svariate costellazioni di forme in uno spazio bianco, accompagnati talvolta da proiezioni video, immagini teatrali e foto architettoniche che li colmano di significato e definiscono le molteplici sfaccettature dell’autore.
Una combinazione di colori intensi ed espressivi, quella accuratamente selezionata dai curatori Borchardt-Hume ed Iria Candela, volta a risaltare la misteriosa vita quotidiana dell’artista prima ancora che la sua vita artistica. Astuti nell’allestimento perché, nel creare un profondo equilibrio tra ombre e luci, bianchi e neri, stasi e osmosi, sono riusciti a dare il giusto risalto all’opera di un artista così difficile da cogliere nella sua essenza.

Flavia Zarba

Londra // fino al 26 ottobre 2014
Malević. Revolutionary of Russian Art
a cura di Borchardt-Hume e Iria Candela con la collaborazione di Fiontan Moran
TATE MODERN
Bankside
+44 (0)20 78878888
[email protected]
www.tate.org.uk

 

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Flavia Zarba
Nata ad Anzio nel 1985, Flavia Zarba è una giovane giornalista laureata in Giurisprudenza presso la Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo tanti anni di accurati studi giuridici, inizia la sua esperienza giornalistica lavorando per Romapost magazine online, dove, oltre ad occuparsi di articoli e recensioni, diventa responsabile della sezione arte-cultura-spettacoli. Come curatrice, la sua attenzione si focalizza soprattutto sull'analisi critica degli eventi, senza tralasciare i dettagli e le curiosità biografiche. Attualmente, oltre a collaborare con Artribune e Romapost si occupa di giornalismo investigativo d'inchiesta curando reportage con IRPI, investigative reporting project Italy, una rete di giornalisti freelance di inchieste giornalistiche.