Castelbasso e le mostre a quattro mani. Tra Piazza del Popolo e Alberto Di Fabio

Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso – fino al 31 agosto 2014. Il borgo in provincia di Teramo si apre alla rievocazione storica della Scuola di Piazza del Popolo e al fascino delle opere di un artista abruzzese, Alberto Di Fabio. Con due mostre che fanno parte del network “Arte in Centro”.

Alberto Di Fabio - levazioe Permutaione, 2011, acrilico e lacche su tela

Due location suggestive per due mostre di livello. La prima, collocata a Palazzo De Sanctis, espone venti artisti, i protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo: da Schifano a Uncini, da Lombardo a Bignardi – questi ultimi presenti al vernissage – passando per Kounellis e Twombly, sfilano con opere inedite e suggestive; la seconda, che occupa Palazzo Clemente, è dedicata ad Alberto Di Fabio (Avezzano, 1966; vive a Roma), artista di origini abruzzesi che incrocia arte e scienza in un tripudio di suggestioni cerebrali.
C’era una volta a Roma fa rivivere l’atmosfera “mitica” che si percepiva sul finire degli Anni Sessanta, grazie a quel crogiolo inimitabile di artisti, scrittori, registi e poeti che si raccoglievano intorno al Caffè Rosati e alla galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis. Monocromo e schermi sono i principali “espedienti” di una generazione che si ribella alla pittura informale per reimmettere una figurazione che si dà in filigrana e per profili.

Opening della mostra alla Fondazione Menegaz di Castelbasso
Opening della mostra alla Fondazione Menegaz di Castelbasso

Impossibile considerarla una mera propaggine della Pop Art made in Usa, poiché la Scuola di Piazza del Popolo non si limita a prendere a soggetto le icone del consumo di massa, ma trae ispirazione dai movimenti avanguardistici del Novecento e si inebria degli stimoli dalle più svariate discipline artistiche; il percorso espositivo prevede due chicche come Foresta di menta (1968) di Gino Marotta, un ambiente che mescola natura e artificio, e il Rotor di Umberto Bignardi del 1967, congegno sperimentale e multimediale che ben restituisce la contaminazione di linguaggi in seno a questo gruppo di artisti.
Nell’altro palazzo, le opere di Alberto Di Fabio si raccolgono intorno al titolo Paesaggi della mente. Grandi tele dai colori sgargianti consentono di esplorare un universo infinitamente grande o piccolo: dalle vette montane alle particelle atomiche della fisica quantistica, il viaggio che Di Fabio propone è un’ascensione mistica attraverso le forme dell’astrazione di neuroni e sinapsi. All’interno delle tele si celano formule scientifiche che sono trascese da realtà parallele e raggiungibili solo attraverso le cime dei rilievi che l’artista definisce “antenne collegate al cosmo”.

Opening della mostra alla Fondazione Menegaz di Castelbasso
Opening della mostra alla Fondazione Menegaz di Castelbasso

Le stanze del palazzo creano ambienti immersivi in cui perdersi, aiutati dalla grandezza dei quadri e dalla loro cromia sfavillante e cangiante; accanto a questi vi è una serie dalle dimensioni più modeste, incentrata principalmente sui monti, i quali presentano una cornice di ideogrammi. Ramificazioni, congiunzioni e terminazioni neuronali confondono lo scambio tra mondano e immateriale a favore di un mistero del mondo che è possibile solo evocare.

Martina Lolli

Castelbasso // fino al 31 agosto 2014
C’era una volta a Roma. Gli Anni Sessanta intorno a Piazza del Popolo
a cura di Laura Cherubini ed Eugenio Viola
PALAZZO DE SANCTIS
Via San Nicola 17
0861 508000
[email protected]
www.fondazionemengaz.it
www.arteincentro.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/36013/arte-in-centro-cera-una-volta-a-roma/

 

CONDIVIDI
Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.