Berengo Gardin e le grandi navi. Quando si dice essere sul pezzo

Villa Necchi Campiglio, Milano – fino al 28 settembre 2014. La questione dei transatlantici che entrano nella Laguna di Venezia è all’ordine del giorno. Poiché recentissima è la delibera che impedisce il transito, e anche la discussa decisione di scavare un altro canale. Intanto Gianni Berengo Gardin espone il suo reportage.

Gianni Berengo Gardin, Una grande nave, vista da via Garibaldi, mentre passa davanti alla Riva dei Sette Martiri, dopo aver lasciato il bacino San Marco, Venezia, aprile 2013 © Gianni Berengo Gardin-Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Il titolo dell’ultima serie di fotografie di Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930), uno dei più celebri fotografi italiani, non ha bisogno di tante spiegazioni. I Mostri a Venezia sono le grandi crociere che quotidianamente passano per il Canale della Giudecca, di fronte piazza San Marco a Venezia. La questione degli oppositori al gigantismo navale esiste da anni, ma ha trovato risonanza e il buon riscontro dell’opinione usando il megafono del recente disastro della Concordia. Seguendo l’onda delle crescenti proteste, il fotografo italiano ha voluto dare il suo contributo con una denuncia tra le più esplicite e mirate della sua carriera.
Berengo Gardin non è certo nuovo alla fotografia di denuncia. Addirittura restio a essere chiamato artista, intende la fotografia come un tipo di impegno civile e sociale. Oltre alle varie raccolte di reportage, numerosi lavori di denuncia costellano la sua lunghissima e ricchissima carriera. Un fotografo, dunque, pienamente consapevole del valore comunicativo e divulgativo delle immagini, e che per questo può essere paragonato a Sebastião Salgado, in mostra sempre a Milano. Ma, a differenza del collega brasiliano, gli scatti di Berengo Gardin sono volutamente meno attenti alla composizione, i tagli più giornalistici. La mano del fotografo non intacca, né modifica, né, in definitiva, interpreta, la realtà che ritrae, unendo così davvero il reportage con la denuncia.

Gianni Berengo Gardin - Mostri a Venezia - veduta della mostra presso Villa Necchi Campiglio, Milano 2014
Gianni Berengo Gardin – Mostri a Venezia – veduta della mostra presso Villa Necchi Campiglio, Milano 2014

Le navi giganteggiano più grandi della Basilica di San Marco e occupano sempre quasi tutto lo spazio di uno scatto. Per rafforzare il messaggio è stato scelto non uno sterile spazio espositivo, ma la storica Villa Necchi Campiglio, tra le più ricche e belle di Milano.
La Villa, realizzata da Piero Portaluppi tra il 1932 e il 1935, è accessibile solo per visite guidate organizzate dal FAI, che s’impegna nella tutela del Canale della Giudecca con il censimento de I Luoghi del Cuore. Le fotografie dei Mostri non trovano una collocazione univoca, ma, sparse per il piano terra, sono visibili durante il tour della casa. Poste ognuna davanti a un’opera della collezione dei proprietari, che vantano pezzi di de Chirico, Martini, Sironi e altri, le fotografie infastidiscono la visita dello spettatore, deturpando, a loro modo, la bellezza della Villa tanto quanto, fuor di metafora, le grandi navi deturpano la bellezza di Venezia nascondendo le opere d’arte.

Lodovico Lindemann

Milano // fino al 28 settembre 2014
Gianni Berengo Gardin – Mostri a Venezia
in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia e Contrasto
VILLA NECCHI CAMPIGLIO
Via Mozart 14
02 76340121
[email protected]
www.visitfai.it/dimore/villanecchi

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Lodovico Lindemann
Lodovico Lindemann, appassionato entusiasta abitante di questo e dell’altro mondo. Milanese d’adozione, laureato in Lettere Moderne, ha sviluppato un interesse verso qualunque forma di creatività, in particolare il teatro e la musica. La sua vera passione è scrivere, su cui spera di costruirsi un futuro.
  • angelov

    Vivere alla giornata,
    tirare a campare
    (culturalmente parlando)
    finché la barca va,
    e non si schianta
    tra la falsa meraviglia generale;
    fare il pieno d’indignazione
    per l’indifferenza di chi,
    pur avendo la mano sulla leva,
    volge lo sguardo altrove.

  • angelov

    Post-moderno: se lo conosci lo eviti.

    Visione post-moderna, alla deriva nelle acque di Venezia, resa ormai cornice e ancella di sì concreta barbarie.