Amore e marmo. Per le Marble Weeks di Carrara

Piazza XXVII Aprile / Laboratorio Nicoli, Carrara – fino al 7 settembre 2014. In occasione delle “Marble Weeks” di Carrara, una mostra racconta un tema antico e sempre attuale. Con opere al femminile e al maschile. Perché l’amore non ha genere.

Scultura in mostra a Carrara

Amore è il più bisognoso dei sentimenti, perciò si srotola sul pavimento e si dichiara a caratteri marmorei”, senza retorica. Così Francesca Alix Nicoli, curatrice della mostra all’interno della manifestazione Carrara Marble Weeks, descrive la semplicità e la profondità di un sentimento tanto fondante quanto spesso fuggevole e confinante col sentimento diametralmente opposto.
La mostra Amore si compone di suggestioni cromatiche sui toni del rosso: insieme alla scritta Amore in marmo, la fiammante Alfa Romeo rosa 1750 innesca un gioco di rimandi visivi e concettuali con le opere delle tre artiste in piazza XXVII Aprile: Carola Nicoli, Renata Ruffilli e un importante frammento marmoreo attribuibile alla grande scultrice tedesca Käthe Kollwitz. I tre lavori, sui toni dello stesso colore rosso, avvicinano al tema della femminilità intesa come amore materno, come terreno fertile della creazione.
All’interno del Laboratorio Nicoli ex Architettura, invece, le sculture dell’egiziano Mohammed Naguib e quelle del turco Cagdas Sari, entrambi residenti a Carrara, fanno da contrappeso maschile, tra ieraticità e autorappresentazione. Donna e uomo, si sa, vivono l’amore in modo diverso, ma fortunatamente complementare.

Federica Forti

Carrara // fino al 7 settembre 2014
Amore
a cura di Francesca Alix Nicoli
artisti: Käthe Kollwitz, Mohammed Naguib, Cagdas Sari, Carola Nicoli, Renata Ruffilli
PIAZZA XXVII APRILE
LABORATORIO NICOLI EX ARCHITETTURA
Piazza XXVII aprile 8e
0585 70079/74243
[email protected]
www.nicoli-sculptures.com
www.marbleweeks.it

 

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  • angelov

    Grazie Artribune per aver pubblicato la foto di una scultura Kathe Kollwitz, artista e scultrice esemplare. E’ parte di quella schiera di artisti tedeschi che, come Lehmbruck, sono stati quasi dimenticati a causa delle vicende belliche europee.