Raffaella Cortese. Sempre più grande

24 settembre. La galleria di via Stradella a Milano inaugura un nuovo spazio con un lavoro inedito di Marcello Maloberti. In concomitanza, al civico 1 e al civico 7, rispettivamente Kimsooja presenta lavori ispirati alla scorsa Biennale e Keren Cytter nuovi video. Abbiamo intervistato Raffaella Cortese, protagonista di questo evento-ampliamento.

Kimsooja, To Breathe (IV), 2013, Duraclear photographic print in lightbox, 186 x 124 x 16 cm, Courtesy of Raffaella Cortese Gallery and Kimsooja Studio

Durante la terza settimana di settembre, mentre tutte le gallerie milanesi apriranno i loro spazi presentando la nuova programmazione stagionale, Raffaela Cortese inaugurerà un nuovo spazio e tre personali. Nella relativa intimità di via Stradella, il 24 settembre s’inaugura un terzo spazio della galleria al civico numero 4, spazio che a partire dalle ore 19 aprirà i battenti con una nuova personale di Marcello Maloberti (Codogno, 1966; vive a Milano). In contemporanea saranno inaugurate le mostre di Keren Cytter (Tel Aviv, 1977; vive a New York) in via Stradella 7 e di Kimsooja (Taegu, 1957; vive a New York) in via Stradella 1.
All’interno del nuovo spazio espositivo Maloberti realizzerà un progetto, basato su una selezione di scritti redatti a partire dal 1990. L’artista programmerà un intervento visivamente minimale, caratterizzato dalla presenza di quattro tavoli-scultura disposti asimmetricamente rispetto a una grande scritta a muro, una sorta di orizzonte testuale, collocato sulla parete più estesa della sala. Ogni tavolo costituirà la base d’appoggio di altrettanti libri: ideali archivi di suggestioni, parole onomatopeiche, aneddoti fulminei, desideri e vertigini, titoli di mostre già realizzate – e tuttora vive – oppure da compiersi, i quattro libri saranno variamente segnati dal tratto nero del pennarello utilizzato dall’artista.

Kimsooja, To Breathe: Bottari, 2013, Duraclear photographic print in lightbox, 119 x 89.5 x 16 cm, Courtesy of Raffaella Cortese Gallery and Kimsooja Studio
Kimsooja, To Breathe: Bottari, 2013, Duraclear photographic print in lightbox, 119 x 89.5 x 16 cm, Courtesy of Raffaella Cortese Gallery and Kimsooja Studio

Cytter presenta al pubblico italiano il suo video recente Siren (2014) e un film inedito in corso di produzione. In Siren ritroviamo le forme narrative tipiche delle folli storie costruite dall’artista, incentrate sul conflitto di generi e su flashback che disorientano lo spettatore, accanto all’uso di strumenti digitali innovativi, che creano un linguaggio visivo altro, cambiando la nostra percezione. Cytter recupera le “immagini povere” e i processi di massificazione e di circolazione, in particolare quelle realizzate con gli smartphone. In mostra anche alcuni disegni in bianco e nero di grandi dimensioni, che dialogano con sequenze tratte dal film. Il supporto utilizzato per i disegni – grandi teli di pelle – li fa apparire come tende, che vengono utilizzate nell’allestimento per giocare tra l’idea di sipario e installazione.
Nello spazio principale, Kimsooja proporrà una serie di lightbox To Breathe Bottari (2013), sul tema della luce con immagini tratte da elaborazioni dell’installazione veneziana in cui l’artista annulla i confini tra natura esterna e spazio interno, dispiegando e rifrangendo gli infiniti riflessi del sole in un caleidoscopio di spettri di luce. Senza dimenticare la serie fotografica The Sun Unfolded (2008), con immagini in successione di spettri cromatici circolari che ruotano intorno al sole, indaga il tema della luce e dei suoi riflessi. Artribune ha approfondito le motivazioni di questo nuovo progetto direttamente con la sua madrina e ideatrice, Raffaella Cortese.

Galleria Raffaella Cortese
Galleria Raffaella Cortese

Potresti descrivere brevemente le caratteristiche del nuovo spazio di via Stradella e quando è nata la tua decisione di riadattarlo?
Si tratta di uno spazio piccolo, di circa 40 mq, con i pavimenti antichi, ma ben proporzionato, molto luminoso, con i soffitti alti quasi quattro metri e con un’ottima presenza su strada, dettaglio che lo accomuna al civico 1. Questo ci permette di assicurare un rapporto di prossimità tra le opere che esporremo e le persone, che magari, anche solo di passaggio, ne potranno usufruire.
Per quanto riguarda la ricerca di una decisione vera e propria, dietro questa scelta, rispondo che è stata anche la casualità ad averci permesso di aumentare la portata dei nostri spazi. Il proprietario di questa nuova project room in realtà è il medesimo del civico 1 e dunque è stato più semplice dialogare con lui e fargli comprendere i nostri intenti. Personalmente, amo molto concepire, organizzare e realizzare mostre. E mi piace offrire alternative inattese, tanto agli artisti con i quali lavoro da molti anni quanto ai nuovi artisti. Devono sentirsi liberi di esprimere non solo loro, nei nuovi spazi, ma anche coloro che, come i diversi addetti ai lavori che coinvolgerò, potranno scegliere un’opera nel nostro magazzino ed esporla; presentarla attribuendole una propria interpretazione e infine avendo l’opportunità di spiegarne il motivo della selezione.

Avete deciso di aggiungere metrature e dunque di ampliare l’offerta espositiva. Quale prospettiva offre, a tuo parere, rispetto alla vostra già ricca attività, una nuova vetrina e un terzo polo allestitivo? E come potrebbe essere connotato (solo progetti di performance, solo conferenze o solo presentazioni di progetti inediti, ad esempio)?
Preferirei, volutamente, non connotare nessuno dei tre numeri civici. Sebbene tutti e tre gli spazi siano destinati a seguire ordinatamente orari e programmazioni precisi, potranno essere accolte tanto performance, grazie alla conformazione architettonica dei metri quadri, quanto incontri, quanto project room per lavori inediti e anche, infine, vere e proprie mostre. Benché la programmazione per il prossimo anno sia sostanzialmente già decisa, ritengo sia, allo stesso tempo, aperta a qualsiasi modalità interpretativa degli spazi da parte degli autori che collaboreranno con me.
Preferisco dunque non scegliere a priori una destinazione specifica, ma stare a guardare quel che succederà, oltre a quel che già sta succedendo. Non saprei fare alcuna previsione. Anche perché il lavoro in galleria, tra le mie collaboratrici, già a partire da qualche settimana, è diventato un incarico molto più elevato da ripartire. Comunque non è escluso il filone della performance, che ha sempre interessato la mia ricerca e che è diventato un tema di grande presenza nella contemporaneità e di indubbio interesse, all’interno di fiere e rassegne internazionali.

Perché avete deciso di inaugurare proprio con una personale di Maloberti e quali progetti inediti proporrà?
Nel 2004, proprio dieci anni fa, ho inaugurato il mio spazio principale in via Stradella (il civico 7) con una performance di Marcello. Ritengo che mostrare la sua nuova ricerca visuale e testuale rientri in una sorta di tradizione, scegliendo così di far coincidere l’inaugurazione di un nuovo spazio espositivo con la presentazione di un lavoro inedito di Maloberti. Senza voler svelare troppo di questo nuovo ciclo letterale, di questa crescita parallela tra la galleria e l’artista di Codogno, invito chiunque a visitare, a visionare entrambi, perché sarà una vera e propria sorpresa. All’insegna del passaggio di una nuovissima decade.

Keren Cytter, Siren 2014, video 14’39’’ - courtesy the artist and Galleria Raffaella Cortese, Milano
Keren Cytter, Siren 2014, video 14’39’’ – courtesy the artist and Galleria Raffaella Cortese, Milano

Potresti formulare un augurio, un pensiero che accompagni l’inaugurazione del tuo nuovo progetto?
L’augurio-guida di questo progetto è quello che mi porta ancora di più a credere nel luogo fisico della galleria. Negli ultimi anni, aste, fiere, gallerie virtuali e consimili hanno distolto lo sguardo sull’importanza, anche storica, degli spazi allestitivi di provenienza di ciascuna galleria. Non bisogna dimenticare che la visibilità al lavoro degli artisti viene fornita in maniera ottimale quando è frutto di incontri e di confronti diretti nello spazio.
Il mio pensiero va non solo alla nuova avventura di una nuova project room, ma anche all’energia e alla vitalità che continuano a crescere. Nonostante molte gallerie preferiscano aprire distaccamenti all’estero, io ritengo che Milano possa essere ancora valorizzata e valorizzabile, così come il buon collezionismo italiano. Esistono ancora gli appassionati dell’arte, non i meri affaristi, coloro che, tra contrasti e analogie, proprio come noi, amano accomunare  generazioni diverse e lavori differenti, ricerche estetiche e sperimentazioni di lungo corso.

Ginevra Bria

Milano // dal 24 settembre al 16 novembre 2014
Marcello Maloberti
Keren Cytter
Kimsooja
RAFFAELLA CORTESE
Via Stradella 1-4-7
02 2043555
[email protected]
www.galleriaraffaellacortese.com

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.