Perugino restaurato a Senigallia. Arte per ridare fiducia a una comunità

Recuperata la pala della Madonna con Bambino e Santi della chiesa di Santa Maria delle Grazie, da dove proviene anche la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca. Un’occasione per osservarla insieme ai pittori marchigiani di fine Quattrocento provenienti da tutta la Regione.

Pietro Perugino, Madonna e Santi

L’occasione della mostra La Grazia e la Luce a Palazzo del Duca e Pinacoteca Diocesana di Senigallia è quella del restauro della pala di Pietro Vannucci detto il Perugino conservata nella chiesa delle Grazie della città, avvenuto grazie a un gruppo di imprenditori riunitisi in nome della cultura e convinti che l’arte e la bellezza possano ridare futuro e speranza a tutta la comunità.
Un restauro è sempre come una spy story, e quello della pala raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista, Ludovico, Francesco, Pietro, Paolo e Giacomo Maggiore ha rivelato particolari sconosciuti ben documentati in mostra e catalogo. Le indagini infatti hanno svelato che il dipinto, commissionato dalla famiglia Peruzzi di Fano, il cui stemma è ben visibile ai piedi del gruppo, è stato eseguito con lo stesso disegno preparatorio di un altro dipinto “gemello” tuttora conservato nella chiesa di Santa Maria Nuova a Fano.

Vittore Crivelli, Pietà
Vittore Crivelli, Pietà

Questa tavola, datata 1489 – mentre quella di Senigallia sembra risalire a non più tardi del 1507 – è stata molto importante per sanare nel restauro le parti mancanti; ci sono però delle differenze: sulla destra, al posto di San Giacomo con un libro in mano è raffigurata Santa Maria Maddalena che tiene un vasetto di unguento. Le analisi tecniche, in realtà, hanno svelato che anche a Senigallia il Perugino aveva iniziato a disegnare la santa, che dopo un ripensamento è stata trasformata in san Giacomo.
Perché questa trasformazione? Quali sono le occasioni che hanno fatto nascere questi due capolavori commissionati dalla stessa famiglia? Non sono stati trovati finora dati d’archivio per svelare questi misteri, visto che fino al Settecento la pala di Senigallia sembra avere avuto una collocazione in abitazione privata, ma la mostra vale senz’altro una visita, anche per poter osservare gli altri capolavori di artisti coevi come Giovanni Santi, Luca Signorelli, Vittore e Carlo Crivelli, che il Comune di Senigallia, la Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici delle Marche e la Diocesi di Senigallia hanno riunito per dare un assaggio di quel panorama estremamente variegato che costituisce il rinascimento marchigiano tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.

La pala del Perugino in mostra a Senigallia
La pala del Perugino in mostra a Senigallia

E ancora una domanda che vale quanto un mistero: se i nostri imprenditori illuminati guardano – con tutti i meriti dell’operazione – agli artisti del passato, e non come la famiglia Peruzzi al presente e al futuro, cosa rimarrà tra cinquecento anni del nostro contemporaneo?

Annalisa Filonzi

Senigallia // fino al 2 novembre 2014
La Grazia e la Luce. La pala di Senigallia del Perugino
PALAZZO DEL DUCA
Piazza Duca 1
PINACOTECA DIOCESANA
Piazza Garibaldi 3
071 6629266
www.comune.senigallia.an.it

 

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Annalisa Filonzi
Dopo una laurea in Lettere classiche a Bologna, dal 2000 circa mi occupo di arte contemporanea: ho fatto l’assistente a un critico d’arte delle Marche, dove vivo, da cui ho imparato come non si deve curare una mostra e trattare gli artisti, tanti uffici stampa, cura di cataloghi ecc. ma posso anche vantarmi della cura di un’unica ma veramente importante mostra al Museo di Arte Moderna di Mosca nell’ottobre del 2008: VIDEOGLAZ Mario Sasso e l’immagine elettronica: quattro piani di videoinstallazioni che ancora mi sogno di notte! Attualmente per sopravvivere insegno (di ruolo) Lettere alle scuole superiori, ma non ho mai smesso di scrivere e seguire i miei interessi artistici che riguardano soprattutto i nuovi linguaggi dell’arte: video, fotografia, street art, contaminazioni varie. Recentemente ho scritto testi per alcune mostre a Roma (Teatro Palladium, nell’ambito di RomaEuropa Festival; Galleria Mara Coccia; Galleria AOCF58), collaboro con riviste online e cartacee, e propongo progetti con minime speranze di essere realizzati.