Mario Testino. Oltre il glam, oltre l’immagine

Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino – fino al 14 settembre. Dopo il primo atto in Perù, la collezione di Mario Testino raggiunge l’Italia con un percorso espositivo a strati, nel nome della libertà creativa. In un mix spregiudicato di arte e rotocalco.

Cyprien Gaillard, Not Yet Titled, 2010. Courtesy Laura Bartlett Gallery, London

Esiste un confine sottile tra la pura esibizione di sé e la condivisione pubblica della propria passione. Mario Testino (Lima, 1954) dimostra di conoscerlo a fondo e di saperne trarre vantaggio, senza peccare di presunzione. Abituato da decenni a spegnere e accendere le luci della ribalta, puntando l’obiettivo sul glam internazionale, il fotografo sa scegliere con cura le occasioni, e i modi, per esporre una sfaccettatura più intima della sua personalità, quella del collezionista.
Somos Libres II, a cura di Neville Wakefield,è il secondo episodio di una saga cominciata in Perù nel 2013 al MATE, l’associazione non profit fondata da Testino al fine di dare dimora fissa alla propria collezione e garantire una vetrina alla giovane arte emergente. La selezione di opere ospitata dalla Pinacoteca Agnelli di Torino si rivela un eccezionale colpo d’occhio sulla duplice anima del fotografo, accogliendo lo sguardo di chi varca la prima sala con un’ipnotica stratificazione di immagini che paiono rispecchiarsi all’infinito. Non solo gli scatti di Testino, anch’essi in mostra, convivono con le opere fotografiche della collezione, ma si mettono al loro servizio, fungendo da poliedrico supporto double face.
L’esito è un raffinato tripudio del visivo, grazie a un’ipertrofica riproduzione di immagini lontana dal kitsch. Moda e storia, icone haute couture e maestri della fotografia mondiale vanno a braccetto lungo confini volutamente labili, che celebrano la potenza della libertà creativa.

Somos Libres II, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, 2014, installation view
Somos Libres II, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, 2014, installation view

Il bianco e nero di Cecile Beaton è in perfetta armonia con una copertina di W, la freddezza di Diane Arbus riequilibra i colori lucidi di Nan Goldin, una Kate Moss in trasparenza ammicca all’irreprensibile glamour di Irving Penn. È sempre Testino a tenere le fila del gioco, e si sente. Ma lo fa con una buona dose di arguzia, che trasforma la mostra in una festa per gli occhi.
L’intera esposizione riflette il suo amore per l’immagine e l’attitudine a cogliere i dettagli della fisicità umana. Il corpo è al centro tanto delle fotografie quanto delle opere, sempre a due dimensioni, che affollano la seconda sala, in continuità con le pareti della prima. Andy Warhol, Rudolf Stingel, Chris Ofili, Steven Shearer, Jonathan Meese, Ugo Rondinone, Cyprien Gaillard e Tauba Auerbach dialogano sul terreno comune dell’organicità, sia essa figura, forma o colore. L’effetto all-over da Salon ottocentesco fa il paio con le stratificazioni visive della prima stanza, eccitando lo sguardo, senza disorientarlo, e azzerando del tutto le distanze tra fiction e realtà, tra immediatezza e rielaborazione.
Attraversare Somos Libres II è come osservare dal buco della serratura il dietro le quinte di un gigantesco set fotografico e, al contempo, esserne al centro. Svelare il “lato b” di un’estetica spinta oltre il limite è una buona miccia per innescare la fascinazione.

Arianna Testino

Torino // fino al 14 settembre 2014
Somos Libres II
a cura di Neville Wakefield
PINACOTECA AGNELLI
Via Nizza 230
011 0062713
[email protected]
www.pinacoteca-agnelli.it