Lost in translation. Dall’amore alla prigione, l’itinerario di Jesse Ash

Monitor, Roma – fino al 26 luglio 2014. Le diverse declinazioni dell’“avoidance”. E così una lettera d’amore, se scritta da uno studente pakistano, può condurre direttamente in prigione.

Jesse Ash, Is that 'Crystal Clear_ Or Did I Say Too Much_, 2014, installation view at Monitor, Photo credit Giuliano Pastori, Courtesy the artist and Monitor, Rome - 05

Differenze minime. Ognuno con un carattere diverso. Ma quelle piccole differenze risultano stranianti come un americano che parla inglese o un portoghese in Brasile” (Avoidance-Avoidance (A project of Transparency) [script 8]). È una riflessione sugli slittamenti e le circonvenzioni di significato, intenzionali e accidentali, quella che Jesse Ash (Londra, 1977) propone nella sua personale da Monitor. Oggetti che sono opere, ma anche scenografia della performance che ha inaugurato la mostra; forme elementari che sono la traduzione di grafiche di campagne elettorali e che diventano protagoniste di un video; sfere che sono la rappresentazione di quei “mondi a parte” che sono i terminal degli aeroporti. Tutto perfettamente rispondente al titolo della mostra, che racconta l’arresto di uno studente pakistano causato dall’errore di traduzione di una lettera d’amore, in cui la parola ‘cristallino’ è diventata – a tutti gli effetti – ‘materiale esplosivo’.

Maria Marzia Minelli

Roma // fino al 26 luglio 2014
Jesse Ash – Is That ‘Crystal Clear’ Or Did I Say Too Much?
MONITOR
Via Sforza Cesarini 43a
06 39378024
[email protected]
www.monitoronline.org

 

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Maria Marzia Minelli
Maria Marzia Minelli (Bergamo, 1985). Dopo essersi laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con un progetto di trasformazione di una cava dismessa in una scultura territoriale, decide di seguire la sua passione per l'arte contemporanea iscrivendosi al Luiss Master of Art, del quale è attualmente studentessa. Con l'obiettivo di nutrire il suo forte interesse per le relazioni che si possono instaurare tra arte e architettura, collabora con lo studio di Attilio Stocchi in occasione di Lucegugliavoce (2007) e, durante il periodo universitario, con l'Osservatorio Public Art coordinato da Emilio Fantin. Dall'aprile 2013 cura per il magazine Hestetika la rubrica Arte in città, dedicata all'arte pubblica.