Le visioni di Enzo Cucchi a Teramo

L’Arca, Teramo – fino al 31 agosto 2014. Abruzzo e Marche dialogano sulla scia di un progetto innovativo, il network “Arte in centro”. Ed Enzo Cucchi invita a perderci nella magia e nella visionarietà della sua arte e del quotidiano.

Visioni 2014 - Enzo Cucchi
Visioni 2014 - Enzo Cucchi

Atmosfera conviviale e stimolante per il vernissage del maestro della Transavanguardia Enzo Cucchi (Morro d’Alba, 1949); la mostra – intitolata Visioni / Enzo Cucchi – si è inaugurata presso il Laboratorio delle Arti Contemporanee e ha celebrato l’inizio del nuovo distretto culturale nato tra Abruzzo e Marche con il progetto Arte in Centro. In questa occasione artisti e curatori si sono riuniti in un consesso a cui hanno preso parte lo stesso Cucchi, Giuseppe Stampone, vedovamazzei, Mark Kostabi, Gianluigi Colin, Fausto Cheng e i due curatori Giacinto Di Pietrantonio e Umberto Palestini che, insieme, hanno ideato e realizzato l’esposizione.
Lo stupore certo non manca ad attraversare le ariose stanze de L’Arca di Teramo, che questa volta vengono stravolte nella loro classica cromia total white. All’inizio del percorso espositivo, sparuti tentacoli sfiorano i visitatori che, quasi involontariamente, si imbattono in una delle due opere della prima stanza; tali propaggini scendono da una scultura galleggiante sul soffitto: si tratta di un piccolo vascello in bronzo con tre vele issate; di fronte ad esso, un grande quadro in verde acido apre il sipario a un gatto dagli occhi allucinati.

Visioni 2014 - Enzo Cucchi
Visioni 2014 – Enzo Cucchi

Le opere in mostra – alcune delle quali inedite – sono esigue ma tutte di grande effetto: da maestosi e stropicciati oli che, privi di intelaiatura, campeggiano su pareti grigie e avana, a piccole tele dove figure intere riposano su sfondi appena abbozzati. Le tonalità predilette da Cucchi sono opache e neutre, ma rinvigorite da un cangiantismo che denota l’aura di ciascun elemento. Le verità evocate sono liminali, tanto quanto i soggetti delle stesse, rappresentanti frammenti di umani e oggetti che rimbalzano solitari nello spazio vuoto a loro destinato.
Il misticismo si insidia anche nelle più modeste ceramiche (che in parte Cucchi ha realizzato in quel di Castelli, in provincia di Teramo) dove miriadi di teschi colorati si raggrumano attorno a piccole sculture/architetture le quali evocano i luoghi irraggiungibili di una santità dal sentore marchigiano. Queste parziali rivelazioni concorrono alla creazione di un’atmosfera visionaria, collimando con quelle piccole meraviglie mondane che l’arte di Cucchi ci aiuta a scorgere nell’abitudine, ormai poco frequentate se non dal bue e l’asinello che riescono ancora a contemplare le stelle, come dichiarato dalla grande scritta che si estende su una parete del Laboratorio. E il quadro dal gatto verde è un commento calzante alle parole di Cucchi: “L’arte come la guarda un gatto non la guarda nessuno”.

 

Martina Lolli

 

Teramo // fino al 31 agosto 2014
Visioni 2014 – Enzo Cucchi
a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Umberto Palestini
L’ARCA
Largo San Matteo
0861 50800
[email protected]
www.arteincentro.com

 

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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.