Le ceramiche di Bertozzi & Casoni nello scrigno di Mantova

Palazzo Te, Mantova – fino al 7 settembre 2014. Un’ampia monografica che affascina. Perché gioca su un materiale ancora inusuale nell’arte, per la verosimiglianza, per il contesto, per gli interrogativi che solleva. Ancora a stupire, Bertozzi & Casoni.

Bertozzi & Casoni, Cuccia Brillo, 2003, ceramica policroma, cm. h. 61 x 163 x 95

Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, 1957) e Stafano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, 1961), formatisi all’Istituto d’Arte per la Ceramica di Faenza, individuano fin da subito nella ceramica dipinta un mezzo espressivo dalle grandi potenzialità, realizzando inizialmente opere di formato ridotto, poi di dimensioni sempre maggiori. Un materiale che fino agli Anni Ottanta era confinato dietro l’etichetta sprezzante d’artigianato, la ceramica ritorna intensamente al centro dell’attenzione. Reintegrandola nell’olimpo artistico, i due scultori non solo hanno contribuito a rivitalizzare un linguaggio storico con nuove forme espressive, ma hanno fatto sì che da esso ne sia scaturito un sistema creativo efficace che ha fatto scuola.
Ospiti del Comune di Mantova a Palazzo Te, presentano le loro opere distribuendo ogni singola scultura in dialogo con l’ambiente circostante: Madonne scheletrite, fenicotteri, orsi, scimpanzé e varani si muovono con sicurezza come se ci abitassero da sempre, come se di questo habitat sontuoso possedessero, da tempo, le chiavi d’ingresso. Nella Sala dei Venti, dov’è riportata la frase di Giovenale sulle stelle che accogliendoci nel mondo ci legano a un destino preciso, è collocata una mappa astrale di Bertozzi & Casoni riportante il quadro stellare della nascita di Mark Rothko, dove ogni astro è sostituito con una lumaca.

Bertozzi & Casoni. Dove come quando – Mantova, Palazzo Te, 7 giugno – 20 agosto 2014 © Paolo Pescasio
Bertozzi & Casoni. Dove come quando – Mantova, Palazzo Te, 7 giugno – 20 agosto 2014 © Paolo Pescasio

S’instaura un dialogo stratificato tra il visitatore, le sale del palazzo e le composizioni, le quali trasmettono sul momento alcuni concetti che, in un secondo step razionale, si rafforzano con un’analisi più approfondita sul senso dell’esistenza nel nostro tempo. Senza inciampare sul già detto, la precarietà delle cose risulta tema ricorrente e passe-partout per una ricerca estetica sul concetto di bellezza nel nostro tempo, per capire fin dove essa è tale o esclusivamente apparenza. Il degrado della nostra società è concentrato nelle Disgrazie in zolle completamente infettate da ogni genere di scarto. Dalla terra fuoriescono vettovaglie e parti organiche, resti di un consumismo inutile ed efferato da cui comunque sbocciano orchidee, per una speranza che nonostante tutto non smette di resistere.
Si avverte un lieve senso di disorientamento sin dal titolo Dove Come Quando: è lo smarrimento dell’individuo che, precipitato nella ricerca di punti di riferimento, si perde nel vuoto.

Bertozzi & Casoni, Scegli il Paradiso, 1997, maiolica, cm. h. 196 x 190 x 85
Bertozzi & Casoni, Scegli il Paradiso, 1997, maiolica, cm. h. 196 x 190 x 85

E se l’illusione è un’arma rivoluzionaria, come disse Borroughs, Bertozzi & Casoni hanno la fondina piena. Abili maestri nel far sembrare vero ciò che non lo è, convertono la decadenza in meravigliosa abbondanza e rivelano nella spazzatura inutili reperti di un’opulenza effimera. In questo percorso il visitatore ha la possibilità d’esorcizzare le fobie del tempo in cui vive e allettare se stesso con la piacevolezza dell’estetica ordinata e straordinaria dei due artisti.

Domenico Russo

Mantova // fino al 7 settembre 2014
Bertozzi & Casoni – Dove Come Quando
a cura di Marco Tonelli
Catalogo Allemandi
PALAZZO TE
Viale Te 19
0376 365886
[email protected]
www.centropalazzote.it

 

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Domenico Russo
Domenico Russo è laureato in Beni Artistici, Teatrali, Cinematografici e dei Nuovi Media presso l’Università di Parma. Ha collaborato con il Teatro Lenz e con la Fondazione Magnani Rocca. È impegnato come curatore in una ricerca che lo spinge alla continua scoperta dei linguaggi emergenti dell’arte contemporanea.