Invito a casa Testori. E tornano i Giorni felici

Casa Testori, Novate Milanese – fino al 13 luglio 2014. Qualche grande nome e un plotone di giovani, molti interessanti. L’ormai tradizionale collettiva “Giorni felici” torna al livello delle prime edizioni. E la villa che fu di Testori rivive…

Elisabetta Falanga

Giorni felici è ormai una piacevole tradizione. La collettiva che si svolge (quasi) tutti gli anni a Casa Testori affida a un diverso artista ognuna delle stanze della villa che fu del grande scrittore, drammaturgo e critico. Da questa formula risulta un uso stimolante dello spazio, con molti lavori site specific: la casa sembra tornare abitata, con le opere come inquilini.
Con un netto miglioramento rispetto all’ultima edizione, Giorni felici 2014 torna alla qualità che aveva contraddistinto la rassegna ai suoi inizi. Non è un caso: il metodo di selezione degli artisti è tornato a essere più ragionato, con la figura di un curatore – Marta Cereda – a tessere le fila del discorso. La collettiva riunisce qualche nome importante che fa da traino a un nutrito gruppo di giovani, molti dei quali presentano una poetica valida, anche se spesso ancora da sviluppare e rifinire.
Si comincia dalla facciata esterna, dove sopra la porta è affissa la scritta al neon Kultura 24 ore, opera di Marjia Sévic, che l’aveva concepita come sarcastica protesta contro la chiusura del museo di arte contemporanea di Belgrado. Al piano terra, la stanza più spettacolare è certamente quella di Elisabetta Falanga, che allestisce la camera di un malato costringendo il visitatore ad abbassarsi per entrare: un secondo pavimento gravato dalla terra opprime e spande il suo profumo.
Efficace la stanza dedicata alle “scatole” di Chiara Briganti, negli ultimi tempi baciate da fortuna critica: le opere dell’artista nata a Montpellier nel 1921 vedono valorizzata dalla collocazione la loro dimessa eleganza (ma va detto che il loro debito nei confronti di Joseph Cornell è un po’ troppo alto). Sempre al piano terra, la sala con opere su carta di Martin Disler funge da omaggio a Testori e alle sue scelte di critico militante.

Marjia Sévic a Casa Testori
Marjia Sévic a Casa Testori

Sulle scale sono allestite le ottime opere risultanti dal laboratorio di arteterapia Atelier dell’errore. E al primo piano si alternano proposte differenti, come i riusciti collage di Anthony Zinonos e i dipinti di Andrea Bruschi, tradizionalisti solo a un primo sguardo, ma non privi di attualità. Tocca poi al fuori quota della mostra, Thomas Ruff (le fotografie giungono in prestito da Lia Rumma), e a una delle proposte più interessanti, anche se la poetica è in forma embrionale: le opere di Agostino Bergamaschi (classe 1990), allievo di Gianni Caravaggio, che ben coglie l’ibrido di scultura e installazione come forma adatta a esprimere il contemporaneo.  Riuscita anche la stanza di Giulia Berra, che formalizza bene l’utilizzo di un materiale alquanto inconsueto: gli insetti.
La mostra invade anche il giardino con le altalene congelate nel loro movimento di Vittoria Parrinello e l’erbario digitale di Massimo dalla Pola. E per la prima volta sconfina nelle cantine. Qui, spiccano le opere di Luca Monterastelli e Marzia Corinne Rossi, che dividono la stessa stanza in quanto coppia nella vita. Le loro poetiche, autonome, si sposano bene tra loro e con gli spazi spogli che le accolgono.

Stefano Castelli

Novate Milanese // fino al 13 luglio 2014
Giorni felici a Casa Testori
a cura di Marta Cereda
CASA TESTORI
Largo Testori 13
02 36586877
[email protected]
giornifelici.casatestori.it

 

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.