Il circuito dell’arte (e ricambi…)

Galleria Artericambi, Verona – fino al 31 agosto 2014. Dopo dieci anni, gli artisti di “Circuit” tornano a Verona, con una selezione di opere realizzate tra la fine dei Novanta e inizio millennio. Luci e ombre di un’operazione che stimola qualche riflessione a latere.

Group Show Circuit II - Galleria Artericambi, Verona

Organizzare una mostra con opere che si sarebbero potute esporre anche nel 2004, è certo un’operazione molto discutibile. Non aggiunge nulla al panorama attuale, non sostiene i giovani artisti e risulta insomma una facile operazione di mercato, che punta sul sicuro. E la situazione peggiora ancora quando il gallerista si rifiuta di fornire troppe spiegazioni sul concept, invitando semmai a cercare in archivio le tracce di un rapporto iniziato dieci anni prima, quando alla Galleria Artericambi approdavano i geometrismi punk-nichilistici dello svizzero Circuit. Perché se il ruolo degli artisti è nel tenere viva quella frattura entro cui la ricerca si perpetua, quello delle gallerie “di ricerca” è anche nel favorirne l’autocoscienza, nel regolare le dispersioni di energia. E farlo senza patine attualizzanti, senza ritocchini concettuali o retoriche ad hoc.

Simone Rebora

Verona // fino al 31 agosto 2014
Group Show Circuit II
artisti: Luc Aubort, John Armleder, Philippe Decrauzat, Steven Parrino, Didier Rittener, Blair Thurman
ARTERICAMBI
Via XX Settembre 67
045 8403684
[email protected]
www.artericambi.com

 

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.