El Greco: ancora celebrazioni per i quattrocento anni dalla morte

Museo del Prado, Madrid – fino al 5 ottobre 2014. L’anno di El Greco in Spagna continua a produrre eventi di qualità e di grande attrattiva. Dopo la mostra antologica di Toledo (chiusa da pochi giorni) e il piccolo ma raffinato omaggio alla biblioteca del pittore cretese e alle sue letture di alto profilo intellettuale (in una sala del Prado), è di nuovo il grande museo madrileno a proporre un’esposizione senza dubbio insolita per i suoi canoni estetici e storiografici.

Un'immagine della mostra al Prado, sullo sfondo _Il Laocoonte_ di El Greco, proveniente dalla National Gallery di Washington

El Greco & la pintura moderna è un dialogo sorprendente fra alcuni dei più bei capolavori del pittore del Cinquecento e i dipinti dei maestri della modernità: un dialogo fatto di copie dal vero, espliciti omaggi o sottili allusioni, momenti di libera ispirazione e semplici studi d’après o ritratti alla maniera di, creati con maestria stilistica o con pura ammirazione estetica.
Curata da Javi Baròn, capo dell’area di conservazione della pittura del XIX secolo – ultima epoca storicamente ammessa nelle sale del Prado -, la mostra ofre una selezione di 26 opere di El Greco (Creta, 1541 – Toledo, 1614), di cui solo sette si sono già viste a Toledo, alle quali sono affiancati 56 dipinti e 23 disegni e stampe di artisti dell’Ottocento e del Novecento che hanno subito l’influenza del pittore nato a Creta, ma che visse a lungo e morì in Spagna nea Manet a Cézanne, da Picasso ai cubisti, da Derain a Modigliani, ma anche Delaunay, Chagall, gli espressionisti tedeschi, pittori statunitensi come Pollock e Benton, o sudamericani come Rivera, Orozco e Matta, fino a Giacometti e a Bacon, tutti subiscono il fascino che emana la pittura enigmantica e colorista del Greco. La straordinaria e inaspettata riscoperta della ua opera comincia solo negli Anni Quaranta dell’Ottocento – con i primi viaggi in Spagna di artisti e intellettuali francesi – ma prosegue lungoutto il Novecento, a partire soprattutto dalla prima mostra che gli dedica il Museo del Prado nel 1902.

Un'immagine della mostra al Prado, sullo sfondo _Il Laocoonte_ di El Greco, proveniente dalla National Gallery di Washington
Un’immagine della mostra al Prado, sullo sfondo _Il Laocoonte_ di El Greco, proveniente dalla National Gallery di Washington

La fama del Greco si espande soprattutto grazie alla divulgazione delle pubblicazioni a stampa illustrate: risale infatti al 1905 la sua prima monografia di Miguel Utrillo e al o catalogo ragionato del Greco firmato Manuel Cossío, cui segue due anni dopo lo Spanische Reise di Julius Meier-Graefe, che influenza gli espressionisti di aerea germanica al pari dell’acquisizione, nel 1909, di una versione del Expolio da parte della Alte Pinakothek di Monaco (in mostra ora a Madrid). La riscoperta del pittore cretese scatena in parallelo l’acquisto delle sue opere da parte di collezionisti privati e di istituzioni museali. Fondamentale il ruolo svolto, a partire dal 1890, da pittori spagnoli come Fortuny e Sorolla, ma soprattutto dal catalano Rusinol e dal basco Zuloaga, che comprano quadri del Greco e li mostrano ai colleghi, dentro e fuori la Spagna.

Annunciazione di El Greco e  Vision di Marc Chagall
Annunciazione di El Greco e Vision di Marc Chagall

L’influenza del Greco sulla nascita della pittura moderna risulta dunque di assoluta evidenza. Manet si ispirò senza dubbio a una delle tante Annunciazioni del Greco quando dipinse Cristo morto con angeli (1864). Cézanne copiò esplicitamente La dama con l’ermellino, secondo El Greco nel 1885-86. Picasso conosceva bene El Entierro del senor de Orgaz di Toledo quando creò Evocación. El entierro de Casagemas del periodo blu, e più volte si mise a studiare lo stile e i personaggi del Greco. Per non parlare dell’esplicita influenza che ebbe La visione di San Giovanni, appartenuta a Zuloaga e ora al Met di New York (in mostra a Madrid), nella composizione delle Signorine di Avignone di Picasso e dei Bagnanti di Cézanne. Il movimento e la forza evocativa del Laocoonte (proveniente da Washington) si rifette persino in alcune opere giovanili di Pollock, che spinto dal suo maestro Benton copiava i capolavori del Greco. Ritroviamo infine spunti del Caballero de la mano nel pecho e dello stile iconografico del pittore del Cinquecento in alcuni ritratti di Sorolla, Picasso, Kokoschka, Giacometti e persino di Antonio Saura.

Federica Lonati

Madrid // fino al 5 ottobre 2014
El Greco y la pintura moderna
a cura di Javier Barón Thaidigsmann
MUSEO DEL PRADO
Calle Ruiz de Alarcón 23
[email protected]
www.museodelprado.es

 

 

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.