È Fabrizio Plessi il 17esimo vincitore del Premio Pascali

Fondazione Museo Pino Pascali, Polignano a Mare – fino al 7 settembre 2014. Il salone centrale del Museo Pascali, avvolto nella penombra, si è trasformato in un luogo di confine tra realtà e artificio. Grazie al vincitore della 17edizione del premio, che quest’anno va a Fabrizio Plessi.

Fabrizio Plessi, Plescali - foto Aurelio Amendola

In occasione dell’edizione 2014 del Premio Pascali, la commissione giudicatrice – composta da Marco Senaldi, Marco Tonelli e dalla direttrice della Fondazione Museo Pino Pascali, Rosalba Branà – ha deciso di assegnare il XVII premio a Fabrizio Plessi (Reggio Emilia, 1940) “come coronamento ad una lunga carriera costellata di successi internazionali”.
Plessi, i cui esordi sono collocati all’inizio degli Anni Sessanta, da sempre presenta nei suoi lavori due elementi naturali , acqua e fuoco, che, contrapposti ma altrettanto dipendenti tra loro per via dei numerosi significati che la loro rappresentazione apporta alle opere video, sono diventati quasi il marchio di fabbrica dell’artista, il quale, tra l’altro, ha dichiarato di voler utilizzare la tecnologia video non come strumento elitario, ma al contrario, perché unico mezzo di comunicazione globalmente diffuso. Per questo motivo, per la mostra allestita presso la Fondazione, Fabrizio Plessi ha deciso di partire proprio dall’emblematico titolo Plescali, scelto personalmente per conferire un omaggio molto diretto all’opera di Pino Pascali, attraverso la citazione in chiave moderna di due sue opere legate alla tematica dell’acqua.
Progettate ed esposte per la prima volta per il Premio Pascali, nella grande sala centrale del museo sono state collocate tre vasche luminose parallele, comprese in lunghi contenitori di ferro nero che fronteggiano enormi tavoli di legno, rovesciati e appoggiati sulla parete destra del salone; questa installazione è stata realizzata con l’uso di 33 monitor che riproducono il passaggio dei potenti flussi d’acqua contrapposti a cascate di uguale forza e intensità. L’effetto, a primo impatto, è quello di rivivere nella veste 2.0 le grandi installazioni di Pascali, le Confluenze (1967) e le Cascate (1966), due opere realizzate dall’artista pugliese a un anno di distanza tra loro, ma con progetti molto differenti.

Fabrizio Plessi, Plescali - foto Aurelio Amendola
Fabrizio Plessi, Plescali – foto Aurelio Amendola

Ed è nella contrapposizione di intenti che vediamo la differenza tra i due artisti: Pascali con un linguaggio ludico sperimenta con materiali sintetici una vera simulazione della natura; Plessi, attraverso un rituale magico fatto di suoni e di tonalità minimali, accompagna lo spettatore in un mondo fatto di sensazioni simulate ma allo stesso tempo naturali e artificiali, virtuali eppure in un certo modo tangibili. Così, solo attraversando “controcorrente” uno dei corridoi tra le vasche d’acqua, si potrà finalmente abbattere la distanza tra immaginario e reale per lasciarci trasportare dal suono delle onde dell’azzurro mare di Fabrizio Plessi.

Isabella Battista

Polignano a Mare // fino al 7 settembre 2014
XVII Premio Pino Pascali – Fabrizio Plessi
a cura di Marco Tonelli, Marco Senaldi e Rosalba Branà
FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI
Via Parco del Lauro 119
080 4249534
[email protected]
www.museopinopascali.it

 

CONDIVIDI
Isabella Battista
Classe 1985, Isabella Battista vive a Bari. Laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Bari, è giornalista pubblicista dal 2013. Con una forte propensione alla didattica museale e artistica, ha collaborato con diverse istituzioni con progetti per sensibilizzare il pubblico più giovane nei confronti dell’arte contemporanea e far partecipare attivamente gli studenti alla comprensione delle più moderne tecniche artistiche. Dal 2011 è membro delle redazioni di Puglia In e Artsob, mentre nel 2013 è stata coordinatrice della prima edizione della Project Room della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a mare. Ama l’arte in tutte le sue forme, in particolare la fotografia e il linguaggio visivo contemporaneo a cui si sta appassionando anche praticamente e, appena ha l’occasione di partire, va alla ricerca di nuove realtà, esplorandole sia dal punto di vista culturale che artistico.