Connessioni con l’aldilà. In un presente continuo

Museo Diocesano, Trento – fino al 10 novembre 2014. Nella preziosa sala degli Arazzi della Passione di Cristo, apre la prima mostra d’arte contemporanea della storia del Museo Diocesano Tridentino. Il linguaggio universale dell’arte, attraverso i simboli teologici, supera i limiti del tempo unendo passato e contemporaneità.

Mimmo Paladino

Dolore, fragilità, speranza, libertà, riscatto. Sono tutti temi attuali quelli affrontati dai protagonisti di questa mostra, per un’esposizione quindi doppiamente contemporanea. L’attenzione è posta soprattutto sulla croce, che viene interpretata dagli artisti – trentini, italiani e internazionali – in maniera personale, ma allo stesso tempo universale. In un mondo dove il consumismo regna sovrano, l’usa e getta è la prassi e le mostre sono spesso commerciali e fruibili in tempo record, Infinito Presente è al contrario un progetto che dà la possibilità di fermarsi e riflettere, comunicare con l’opera e con sè stessi. Il  percorso è unitario e porta l’arte contemporanea a dialogare con l’arte antica: venti opere emotive, sagome in dissolvenza e forme non tradizionali di bellezza. Hidetoshi Nagasawa apre l’esposizione scomponendo la croce e puntando sull’instabilità del vivere contemporaneo, Lawrence Carroll fonde elementi della quotidianità con elementi della cristianità, Kenjiro Azuma richiama il ciclo della vita e la rinascita, Mirco Marchelli invoca la semplicità, mentre il Cristo di Mimmo Paladino ingloba gli spettatori in un grande e tenero abbraccio. L’arte diventa così il mezzo che permette al mondo terreno di comunicare con l’ultraterreno.

Erica Sevegnani

Trento // fino al 10 novembre 2014
Infinito Presente. Elogio della Relazione
a cura di Andrea Dall’Asta, Domenica Primerano, Riccarda Turrina
MUSEO DIOCESANO TRIDENTINO
Piazza Duomo 18
0461 234419
[email protected]
www.museodiocesanotridentino.it

 

CONDIVIDI
Erica Sevegnani
Diplomata in lingue, laureata in storia dell'arte presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, appassionata di cinema, grafica e design, ha studiato programmazione per le arti visive all'Università di Berkeley. Ha vissuto tra il freddo Trentino, la piovosa Glasgow, l’inaspettata Milano, la medievale Edinburgo, la metafisica Fermo, l'elegante Riga e l'europea San Francisco. Ama l’Italia e le sue ricchezze, ma “i viaggi finiscono laddove s’incontrano gli amanti...”, e così continua a viaggiare con la solita voglia di scoprire luoghi e culture non convenzionali. Ha un debole per il buon vino, il vintage e i fiori.