Trisha Baga e la video-tridimensionalità

Galleria Giò Marconi, Milano – fino al 18 luglio 2014. Dopo la sua prima personale milanese, nel 2013, negli spazi di Peep-Hole, l’artista americana propone un nuovo progetto. Un ambiente filmico affastellatissimo. Tra oggetti d’uso quotidiano e frammenti narrativi riconvertiti in principio di realtà.

Trisha Baga, PPP, 2013. 3-D Video Projection, foam screen and elements, various objects, pedestal, dimension variable - 4 min. loop

Trisha Baga (Venice, 1985; vive a New York) da Giò Marconi allestisce una nuova personale oscura, un alveo proiettivo che sistematizza, seguendo inderogabili precetti gnoseologici, la propria personalissima antologia del disordine. Pratica della dismissione che nella Baga introduce il principio di realtà all’interno di miriadi di frammenti fenomenologici e narrativi. Tracciati di oggetti senza direzione rievocati, esplicitamente o meno, dalla storia dell’arte americana dell’ultimo ventennio. Free internet, questo il titolo del percorso installativo, rappresenta però, all’interno dell’iter espositivo della Baga, un ulteriore passaggio, un attraversamento reiterante di ready made, bagnati dalle isterie urbane delle proiezioni video. In galleria le immagini vengono gettate direttamente sulle pareti, ritagliate dalle ombre di oggetti sparsi sul pavimento, elementi che si trasformano in lattine di birra, scatole, scarpe da ginnastica e pacchetti di sigarette dopo essere stati dispositivi significanti.

Ginevra Bria

Milano // fino al 18 luglio 2014
Trisha Baga – Free internet
GIÒ MARCONI
Via Tadino 15
02 2940 4373
[email protected]
www.giomarconi.com

 

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • rdb

    che la mostra mi sia piaciuta o meno é irrilevante. questo articolo é pessimo, non ha una struttura ne una direzione. il vero ready (ma forse è meglio dire easy) made sono queste parole in libertà.