Sessant’anni di astrattismo geometrico. Da Buenos Aires a Roma

Macro, Roma – fino al 14 settembre 2014. Arriva in Italia la mostra “Global Exchange”, ideata nel 2012 in occasione dell’inaugurazione del MACBA di Buenos Aires. Una selezione di cinquanta opere, tutte provenienti dalla collezione di Aldo Rubino conservata nel museo argentino.

Alejandro Puente, Sistema, 1967, óleo sobre tela, 180 x 240

L’esposizione, organizzata da Glocal Project Consulting, si presenta come un’estensione di Intercambio Global. Abstracción geométrica desde 1950, allestita nel 2012 all’interno del Museo de Arte Contemporáneo Buenos Aires, con una selezione di opere ideata da Joe Houston, curatore della collezione Hallmark di Kansas City.
Cinquanta opere che indagano il percorso dell’astrazione nella sua evoluzione attraverso geometria, colore, arte cinetica e Op Art. La traiettoria storica, sebbene non messa in evidenza nell’ordine espositivo, emerge chiaramente da una scelta di opere che si snodano dai riferimenti a Mondrian – Juan Melé, Homenaje a Mondrian (1948) – ai giochi ottici d’arte cinetica, fino ad arrivare ai nostri giorni, in cui i materiali tradizionali si combinano alle tecnologie odierne – Marta Minujín, Freacking on flúo (2010). L’intenzione è quella di legittimare le tendenze astrattiste contemporanee, perseguite in particolare dai giovani artisti argentini che vengono qui presentati.
Il carattere internazionale della raccolta fa inoltre emergere l’interesse cosmopolita del collezionismo argentino che, oltre a presentare l’orgoglio nazionale di vecchie e nuove generazioni di astrattisti – da Manuel Espinosa, Juan Melé, Marta Minujín e Horacio Garcia Rossi a Fabián Burgos e Gabriela Böer – accoglie un gran numero di opere dal Nordamerica – Francis Hewitt, Ernst Benkert, Jorrit Tornquist, Howard Mehring, Georg Karl Phaler, Gene Davis, Paul Reed, James Hilleary, Paul Feeley, John McLaughlin, Jean Gorin e Charles Biederman – e una cospicua presenza di artisti italiani – Marina Apollonio, Franco Grignani, Ennio Chiggio, Grazia Varisco, Manfredo Massironi e Getulio Alviani.
Houston riunisce la varietà espressiva e stilistica dei molti artisti sotto un unico filo conduttore, dettato dall’interesse di questi verso il notevole potenziale che, secondo lui, ha sempre posseduto il linguaggio dell’arte geometrica, una delle poche che ha generato e che continua a generare un dialogo al livello internazionale. Lo stesso interesse ha mosso Aldo Rubino ad alimentare una collezione così nutrita di opere non figurative che, secondo il banchiere argentino, hanno il merito di suscitare nello spettatore una serie illimitata di interpretazioni e percezioni sensoriali, superando ogni limite spazio-temporale e continuando ad affermare la loro attualità.

Giulia Conti

Roma // fino al 14 settembre 2014
Global Exchange: Astrazione geometrica dal 1950
a cura di Joe Houston, con la collaborazione di Micol Di Veroli e Massimo Scaringella
MACRO
Via Nizza 138
06 671070400
[email protected]
www.museomacro.org

 

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Giulia Conti
Giulia Conti nasce a Roma nel 1986. Studia storia dell’arte contemporanea all'Università di Roma La Sapienza e consegue la laurea triennale con una tesi su Antonietta Raphaël Mafai. Durante il corso degli studi lavora in ambito museale ed effettua esperienze nel campo della didattica dell'arte. Prima di terminare la carriera universitaria collabora all'allestimento della mostra di Carlos Amorales al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Trascorre in seguito due mesi a Città del Messico, dove lavora nello studio dell'artista messicano, sul quale scrive la sua tesi di specialistica. Nel 2012 consegue la laurea magistrale, relatore il professor Claudio Zambianchi. L’esperienza vissuta all’estero la porta a interessarsi all’arte contemporanea internazionale, dandole la possibilità di collaborare con alcune riviste di settore [Flash Art e Art a Part of Cult(ure)], conciliando la passione per l'arte con quella del viaggio.