Postille sul paesaggio, a Verona

La Giarina Arte Contemporanea, Verona – fino al 20 settembre 2014. Due artisti che interpretano il paesaggio attraverso la pittura e la fotografia, e che ci raccontano un’esigenza ancora più profonda. Sulla scia della Nouvelle Vague.

Gianluca Capozzi,Forest, 2014, matite colorate, pennarello, acrilico su foto, digitalizzata e stampata su plexiglas trasparente

Tra Verona e Rovereto si parla sempre e ancora di paesaggio. E la piccola esposizione ospitata dalla Giarina conferma il messaggio della grande mostra al Mart: il paesaggio come chiave per conoscere noi stessi e il nostro tempo. Per Elisabetta Vignato (Padova, 1964) e Gianluca Capozzi (Avellino, 1973) diviene spunto per una riflessione sulle pratiche dell’arte, quando queste prendono il sopravvento e la materia pittorica invade la spazialità, o quando la fotografia inquina il realismo e l’occhio analitico si fa complice del mistero della creazione. Luigi Meneghelli sceglie una chiave godardiana per dare forma al tutto. Una forma che riesce frantumata e contraddittoria, come nel frenetico montaggio di À bout de souffle, dove le convenzioni finzionali crollano e la linea che separa rivelazione e gioco narcisistico si fa quanto mai sottile. Proteiformità, deriva e alienazione: è questo il paesaggio del presente?

Simone Rebora

Verona // fino al 20 settembre 2014
Elisabetta Vignato / Gianluca Capozzi – À bout de souffle
a cura di Luigi Meneghelli
LA GIARINA
Via Interrato acqua morta 82
045 8032316
[email protected]
www.lagiarina.it

 

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.