I viaggi di Enzo Cucchi

Federico Luger Gallery, Milano – fino al 27 giugno 2014. Il gallerista venezuelano accoglie una mostra di uno dei più noti artisti della Transavanguardia, che ritorna a Milano dopo tanto tempo, stupendo con formati inusuali, mentre continua a cimentarsi in tecniche diverse. Il pretesto della mostra è il viaggio, ma la domanda vera è un’altra.

Enzo Cucchi - Untitled, 2013 - photo Antonio Maniscalco

Enzo Cucchi (Morro d’Alba, 1949) e Federico Luger in tandem, all’insegna del viaggio: Bienvenidos a Venezuela. I lavori sono interessantissimi: microquadri (ed è singolare, avendo abituato gli occhi alla monumentalità di Cucchi), in cui gli Stati d’animo di Boccioni sembrano rivivere in miniatura, si accompagnano a statue sprofondate nelle loro lacrime cupe, vecchie di vent’anni. Sono però inedite, e potremmo non accorgerci che appartengono a una fase più antica: questo dovrebbe farci riflettere non solo sull’idea fondamentale per cui il vecchio è sempre nuovo, o su quella, così transavanguardista, dell’arte “come catastrofe, come accidentalità non pianificata”, viaggio nomade nelle possibilità espressive, ma anche (e soprattutto) sull’incapacità di capire cos’abbia di nuovo il nostro tempo rispetto al passato più prossimo. Al di là dei mutati mezzi di comunicazione, cosa è cambiato in noi e, quindi, nell’arte? Questa la domanda che, come in un viaggio senza meta, rimane priva di risposta.

Giulio Dalvit

Milano // fino al 27 giugno 2014
Enzo Cucchi – Bienvenidos a Venezuela
FL GALLERY
Via Circo 1
02 67391341
[email protected]
www.flgallery.com

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Giulio Dalvit
Nato nel 1991 a Milano, ha studiato Lettere e si è laureato in Storia dell’arte moderna alla Statale di Milano. Ha collaborato anche con alcuni artisti alla realizzazione di mostre milanesi tra Palazzo Reale, il Museo del 900 e Palazzo Ducale a Genova. Ha scritto per Flash Art e, ora, Artribune. Sempre in sospeso tra l’antico e il contemporaneo, studia al Courtauld Institute a Londra, dove attualmente vive.
  • Troppo facile porsi solo domande! È necessario invece sforzarsi per trovare una risposta, oggi. Ecco il motivo del pianto delle statue

  • angelov

    Questo è un vero artista che “spacca”, uno dei pochi, ma che con l’andar del tempo, c’è il rischio che cada in qualche forma di manierismo.