Autentica bellezza del falso. Mario Milizia alla Marsèlleria

Marsèlleria, Milano – fino al 13 giugno 2014. Scatole cinesi fatte di cortocircuiti: è questo il cuore della mostra di Mario Milizia. Dove è impossibile discernere il vero dal falso, l’autentico dal posticcio.

Mario Milizia - Catalogue d'une collection de diverses écoles, spécialement des écoles italiennes, 2014

Voglio fare qualcosa di bello, qualcosa di leggero, magari per arredare una casa di vacanze”. Eyes Wide Open di Mario Milizia (Milano, 1965) è un racconto di frammenti da ricomporre proiettato sulle pareti della Marsèlleria. Dal racconto scaturiscono le tele dipinte a inchiostro per stampanti, generico color field da risultati di ricerca Google: “Sembrano Rothko sbiaditi”. I toni arcobaleno, inappropriate sfumature dell’inquietudine, richiamano la grafica del libro scritto dallo psicoanalista di Rothko dopo il suo suicidio. Sculture acquistate su Internet e dipinte di bianco svelano analogie moderniste con l’artista Rhys Caparn, intervistata da Rothko nel Progetto per una Storia Orale. Quali coincidenze sono reali e quali create ad arte?
Racconto numero due, il Maxisequestro:frammenti” secondo Google sono le squallide scrivanie apparecchiate di resti archeologici dai carabinieri, mentre oggetti di Zarahome, rotti e fotografati a regola d’arte, risultano archeologie più autentiche. E un’immaginaria quadreria ottocentesca, dipinta su stampe digitali, diventa indagine sulla collezione di Palazzo Accoramboni a Roma, illegalmente venduta da un prelato ottocentesco senza esserne il proprietario: l’arte dell’inganno.

Giulia Bombelli

Milano // fino al 13 giugno 2014
Mario Milizia
a cura di Fantom
MARSELLERIA
Via Paullo 12a
0276394920
[email protected]
www.marselleria.com

 

CONDIVIDI
Giulia Bombelli
Giulia Bombelli (1985, Milano) collabora alla didattica museale del Fondo per l’Ambiente Italiano e della Fondazione Bagatti Valsecchi di Milano. E’ laureata in Storia e Critica dell’Arte all’Università degli Studi di Milano e specializzata in museologia dell’arte contemporanea, arte ambientale e laboratori sulla percezione. Lavora come redattore di Artribune e Orizzonte Universitario. Vive e lavora a Milano.