Architetture specchianti, Axel Hütte e la fotografia

Venezia, Fondazione Bevilacqua La Masa – fino al 12 ottobre 2014. Il fotografo di Düsseldorf torna a Venezia per esporre, tra gli altri, un gruppo di lavori inediti dedicati alla città dei riflessi. Una simbiosi lucida tra architettura e fotografia. Che si guardano allo specchio.

Axel Hütte, Santa Maria dei Frari, Italy, 2012. Per il luogo ritratto Courtesy Ufficio Beni Culturali del Patriarcato di Venezia

Axel Hütte (Essen, 1951) arriva in Italia con tutta la forza di un viaggiatore da Grand Tour, ma con il vantaggio di un occhio fotografico allenato allo studio profondo della superficie. Fantasmi e realtà è la tappa veneziana di un progetto nato da intenti autonomi, poi riuniti nel fortunato incontro tra la Fondazione Bevilacqua La Masa e la Fondazione Fotografia Modena. L’esito è una collaborazione a distanza che celebra il lavoro del fotografo tedesco con due personali indipendenti.
Entrambe curate da Filippo Maggia, e quella modenese aperta fino al 29 giugno, le due esposizioni sottolineano la passione di Hütte per la realtà, ritratta come paesaggio naturale e trama architettonica. Orientato, per il progetto emiliano, all’osservazione della natura selvatica del centro Italia, l’obiettivo del fotografo si sposta, a Venezia, sull’epidermide della città.
Hütte lascia scorrere la lezione della Scuola di Düsseldorf in scatti precisi e affilati, che spogliano Venezia dell’eccesso e la rendono concreta, reale. Tuttavia, limando l’inquadratura sui margini di architetture storiche, da Palazzo Loredan al Conservatorio Benedetto Marcello e Ca’ Rezzonico, Hütte riesce a trasformare l’implacabile obiettivo fotografico in un catalizzatore di giochi percettivi estremi, condensando in un’immagine a due dimensioni il segreto della malìa che impregna Venezia: la luce.

Axel Hütte, Palazzo Loredan 2, Italy, 2012 (Palazzo Loredan, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia)
Axel Hütte, Palazzo Loredan 2, Italy, 2012 (Palazzo Loredan, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia)

Vere e proprie esplosioni luminose irrompono nelle (e dalle) opere di Hütte, complice una straordinaria padronanza del mezzo fotografico. I negativi, scansionati e poi stampati su vetro, trovano nuove vie di fuga in avanti e all’indietro grazie allo specchio retrostante, usato come sostegno. La luce entra ed esce dalle fotografie, al pari della realtà che le compone e le circonda, generando sovrapposizioni sorprendenti tra le aree di massima luminosità e quelle di massimo riflesso, a formare un caleidoscopio degno di un bozzetto scenografico in 3d. La precisione quasi pittorica nella definizione del dettaglio raggiunge l’apice in Santa Maria dei Frari che, a cavallo tra miniatura medievale e dagherrotipo ottocentesco, mette in scena l’eterno inganno dello specchio, riempiendo l’atmosfera di un’aura dark al limite del contemporaneo. L’attitudine a cogliere, con rigore metodologico e profonda sensibilità, il mix tra architettura e spirito di un luogo resta vivida anche negli scatti dedicati ad altri centri urbani come Tokyo, Las Vegas, Kuala Lumpur, dove la stampa Duratrans consente di accentuare l’affascinante sensazione di una fotografia dotata di luce propria. In quest’ottica, i ritratti in bianco e nero di “semplici” scorci veneziani diventano testimonianza dell’inscindibilità tra la pura forma architettonica e l’impasto quasi materico di chiaroscuri che la sostiene.

Axel Hütte, Santa Maria dei Frari, Italy, 2012. Per il luogo ritratto Courtesy Ufficio Beni Culturali del Patriarcato di Venezia
Axel Hütte, Santa Maria dei Frari, Italy, 2012. Per il luogo ritratto Courtesy Ufficio Beni Culturali del Patriarcato di Venezia

Il primo lavoro video realizzato da Hütte con la musica di Philip Schulze, Attonitus, chiude il filo del discorso e sancisce l’equilibrio tra architettura artificiale e forme naturali, ricordando che al centro c’è sempre la luce. E il suo riflesso.

Arianna Testino

Venezia // fino al 12 ottobre 2014
Axel Hütte – Fantasmi e realtà
a cura di Filippo Maggia
FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA
Piazza San Marco 71c
041 520 7797
[email protected]
www.bevilacqualamasa.it

 

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.