A Vercelli c’è uno sciamano. Si chiama Kandinsky

L’Arca, luogo espositivo in una ex chiesa del centro di Vercelli, sposta il proprio asse dagli Stati Uniti alla Russia. Anzi, alla Siberia. E propone un’arguta rassegna che affianca sciamanesimo a opere pittoriche di Wassily Kandinsky.

Kandinsky a Vercelli - foto Linda Kaiser

Vercelli città d’arte capitale del riso” è la denominazione che si legge sui manifesti nella cittadina piemontese e ci si stupisce che l’arte stia davvero prevalendo sul prodotto agricolo tipico della zona. Ovunque si trovano indicazioni per raggiungere la mostra di Kandinsky. L’artista come sciamano all’Arca, che dista soltanto trecento metri dalla Basilica di Sant’Andrea.
Lo spazio espositivo, progettato dall’architetto torinese Ferdinando Fagnola, è un parallelepipedo di 28,9×6,6 metri, con una superficie di 280 mq e una copertura di vetro trasparente, situato nella navata centrale della chiesa di San Marco. Il claim leggibile sopra l’ingresso – “Quando il contemporaneo adotta l’antico” – ben sintetizza il progetto varato nel 2007 con una prima mostra sull’immaginario surreale, nata in collaborazione con la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York.
Dopo aver navigato verso ovest, l’istituzione piemontese ora naviga verso est e dagli Usa si è orientata verso la Russia. L’assessore alla cultura del Comune di Vercelli, Pier Giorgio Fossale, dichiara che l’Arca non è soltanto un vascello biblico, ma l’acronimo richiamerebbe simbolicamente “audacia, risolutezza, consapevolezza e amore”. Anche il Kandinsky sciamanico della mostra attuale, che è prodromico alla sua futura attività, rappresenta una consonanza tra mondi diversi. E questo è davvero il senso di un’operazione culturale, come sottolinea la curatrice Eugenia Petrova, deputy director dello State Russian Museum di San Pietroburgo.

Kandinsky a Vercelli - foto Linda Kaiser
Kandinsky a Vercelli – foto Linda Kaiser

Ha selezionato da otto musei russi ventidue opere di Wassily Kandinsky (Mosca, 1866 – Neuilly-sur-Seine, 1944), datate prevalentemente tra il 1901 e il 1922 – anno in cui abbandonò per sempre il Paese, invitato da Walter Gropius a insegnare al Bauhaus di Dessau – e otto di altri artisti dell’avanguardia, che dialogano con una serie di oggetti della tradizione popolare russa e della tradizione sciamanica. Questi ultimi sono stati prestati da Sergio Poggianella (ex gallerista della milanese Fonte d’Abisso), presidente della Fondazione omonima, nata nell’agosto 2013 con sede a Rovereto, che si occupa di “dialoghi contemporanei fra arti e culture”.
Finalmente sono confrontati e interpretati materiali che vengono giudicati affini non più dal punto di vista estetico, ma dei significati (vedi, ad esempio, Improvvisazione, 1913, con il particolare del cavallo in volo estatico). A utile corredo della mostra, che ha registrato 1.500 visitatori nel primo weekend di apertura, si legge nel catalogo Gamm Giunti la prima traduzione italiana dello studio pubblicato nel 1889 da Kandinsky sui popoli siberiani.

Linda Kaiser

Vercelli // fino al 6 luglio 2014
Wassily Kandinsky – L’artista come sciamano
a cura di Eugenia Petrova
Catalogo Giunti
ARCA – EX CHIESA DI SAN MARCO
Piazza San Marco 1
0161 596333
[email protected]
www.mostrakandinsky.it