Loris Cecchini: moduli e modelli organici

Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro – fino al 27 giugno 2014. Una visione estetica sintetica e minimale accompagna un universo organico di forme che sembrano vivere di vita propria, pronte a muoversi di notte, quando lo spettatore non c’è. La vita secondo Loris Cecchini.

Loris Cecchini - The developed seed - 2014 - ph Ugo Dalla Porta

Nuova tappa nel percorso artistico e nuova stelletta appuntata al bavero di Loris Cecchini (Milano, 1969; vive a Berlino) vincitore del Premio Arnaldo Pomodoro per la scultura 2014. La mostra che lo celebra nella nuova sede milanese della Fondazione, in vicolo Lavandai, fa il punto sullo stato della sua ricerca artistica, che da sempre si autorigenera.
Allestimento essenziale ed equilibrato per una rapida definizione di campo d’azione in tre punti: le onde murali dei due grandi Wallvave vibration, i moduli aggreganti di Waterbones e di The developed seed e una serie di paradigmatici lavori a parete racchiusi in teche di plexiglas.
La sensazione rarefatta di leggerezza dell’unico ambiente in cui si sviluppa la mostra deriva dall’unione del bianco delle vibrazioni sulle pareti, che sembrano descrivere lo stato derivante da diversi moti di sollecitazione di un elemento liquido come l’acqua, unito proprio alle “ossa d’acqua”, strutture d’acciaio svuotate del proprio interno e rese multiformi, quasi semoventi, dal loro libero combinarsi all’interno dello spazio espositivo.
Il tema dell’accrescimento per aggregazione è analizzato in maniera più precisa nell’installazione a parete simulante il processo di crescita di un sistema organico, quasi arboreo, sviluppato a partire da un modulo generatore, immaginato come un seme allungato.

Loris Cecchini - Wallvawe vibration_ears particle tingles - 2012 - ph Ugo Dalla Porta
Loris Cecchini – Wallvawe vibration_ears particle tingles – 2012 – ph Ugo Dalla Porta

I contributi critici allegati nelle teche a parete dai titoli emblematici: Supposing relations between perception and mathematics; The size plus the size of the sample; Vague rules for a growing plant; Testing effects, dancing reactions; Nonsense mutations for an ineffable gardener; che sembrano tante tavole descrittive, accompagnano l’iter di ragionamento sulle singole installazioni. In realtà sono opere in sé concluse, basate sull’uso del frammento racchiuso in bacheche trasparenti, che rimandano però efficacemente alle altre esposte in mostra, chiarendone il processo ideativo che ne è alla base.
Opere in mostra, tutte, che mescolano l’installazione artistica all’architettura e al design, rese asciutte da un approccio sintetico ripulito da fronzoli. L’estetica minimale, da sempre cifra artistica di Cecchini, qui fa la differenza; si sublima in forme semplici e fluttuanti pronte a mettersi davvero in moto.

Giovanna Procaccini

Milano // fino al 27 giugno 2014
Loris Cecchini – Modulo e modello
a cura di Marco Meneguzzo
FONDAZIONE POMODORO
Vicolo Lavandai 2a
02 89075394
[email protected]
www.fondazionearnaldopomodoro.it

 

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Giovanna Procaccini
Giovanna Procaccini, nata a Napoli, vive a Milano. È laureata in architettura e specializzata in storia dell’arte all’Università degli Studi di Napoli Federico II. È diplomata come addetto alla conservazione e restauro dei dipinti su tela. Critica e curatrice, si occupa d’arte contemporanea in ogni suo aspetto. Ha lavorato come assistente presso la Cardi Galleria d’Arte di Milano e la Galleria Alfonso Artiaco di Napoli. Ha svolto contratti a progetto con il PAN | Palazzo delle Arti Napoli e con la Fondazione Internazionale Studi Superiori di Architettura. Si è occupata di didattica per Progetto Museo e per gli Amici dei Musei - Sezione Giovanile di Napoli. Ha curato mostre di architettura e di artisti emergenti presso spazi pubblici e private gallerie d’arte. È stato consulente tecnico d’ufficio per il Tribunale di Napoli e svolge ruolo di consulente per collezionisti d’arte. Collabora con il tour operator dell’arte Elesta Travel di Milano. Ha collaborato con le piattaforme editoriali Exibart e Zero. Dalla sua fondazione, nel 2011, collabora con Artribune.
  • Qualcuno che ha visto la mostra mi descrive le ” ossa d’acqua” o mi dice dove posso vederle in foto (non riesco ad andare alla mostra)? Grazie