Un dialogo nel vetro. I Santillana a Venezia

Le stanze del Vetro, Venezia – fino al 3 agosto 2014. La nuova grande mostra veneziana dedicata all’arte vetraria vede protagonisti i due fratelli de Santillana, in un dialogo familiare che nasce direttamente dal lavoro in fornace. Con un’interessante appendice da Marignana Arte.

I Santillana - veduta della mostra presso Le stanze del Vetro, Venezia 2014 - photo Fabio Zonta

L’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia torna a ospitare Le stanze del Vetro, che confermano l’attenzione della Fondazione Giorgio Cini (con Pentagram Stiftung) per la cultura e le pratiche del vetro, con un progetto questa volta più intimo e “familiare”. I fratelli Laura de Santillana (Venezia, 1955) e Alessandro Diaz de Santillana (Parigi, 1959; vive a Venezia) sono infatti discendenti della dinastia vetraria fondata da Paolo Venini e ne incarnano l’ultima diramazione, sempre più orientata verso la ricerca artistica. Data l’autonomia dei due percorsi (ma anche il loro stretto legame), il curatore Martin Bethenod ha deciso di improntare la mostra sul concetto di “dialogo”: un dialogo svoltosi in fase preparatoria e poi trasposto nelle singole sale.
Il corridoio centrale, ribattezzato per l’occasione La Rue, ospita in piccole teche il racconto di due vite dedicate all’arte vetraria, attraverso una selezione di opere che vanno dalla pittura al design. A chiudere il cerchio, i filmati che testimoniano l’importanza del lavoro in fornace, vero nucleo di entrambe le poetiche. Il resto delle sale è dedicato ai singoli artisti, o a molto disciplinati dialoghi: l’insieme realizza un ambiente accogliente, che non sforza mai le esigenze percettive, invitando però a superare l’apparente uniformità diffusa.

Laura de Santillana - Le stanze del Vetro, Venezia 2014 - photo Fabio Zonta
Laura de Santillana – Le stanze del Vetro, Venezia 2014 – photo Fabio Zonta

La scelta decisiva di Bethenod è stata infatti quella di limitare il vocabolario formale degli artisti a un’unica dimensione: quella della forma piatta e rettangolare, esplorata nelle più sottili variazioni. E se Laura realizza i suoi “stirati” sgonfiando il vetro incandescente e lasciando che sia il materiale a trovare la sua conformazione, Alessandro utilizza invece le superfici piane come tele per dipingere, con interventi molto più controllati dopo il loro “srotolamento”. Tali differenze emergono anche nell’allestimento delle singole sale: come la “biblioteca” di Laura, pensata per variare di giorno in giorno; o come le due sale “bianca” e “nera” di Alessandro, ambienti speculari che inglobano lo spettatore nelle loro volute riflettenti.
Un’ulteriore occasione di confronto è nella nuova galleria Marignana Arte, a due passi da Punta della Dogana. Nella piccola mostra qui ospitata, gli artisti si confrontano con materiali diversi dal vetro, e se Alessandro sceglie le minime variazioni della tecnica fotografica, Laura esplora invece le potenzialità cromatiche dei materiali sintetici, in un percorso che conduce dalla trasparenza fino al limite della sparizione.

Simone Rebora

Venezia // fino al 3 agosto 2014
I Santillana. Opere di Laura de Santillana e Alessandro Diaz de Santillana
a cura di Martin Bethenod
Catalogo Skira
LE STANZE DEL VETRO
Isola di San Giorgio Maggiore
041 5229138
[email protected]
www.lestanzedelvetro.it

Venezia // fino al 21 giugno 2014
Hour-Glass. Laura de Santillana e Alessandro Diaz de Santillana
MARIGNANA ARTE
Dorsoduro 141
041 5227360
[email protected]
www.marignanaarte.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.