Maria Lassnig: il corpo è una prigione

MoMA PS1, New York – fino al 25 maggio 2014. Il museo americano inaugura la stagione primaverile con una grande mostra retrospettiva dell’artista austriaca Maria Lassnig, vincitrice di un Leone d’oro alla carriera all’ultima Biennale di Venezia. Più di cinquanta opere raccolte da collezioni pubbliche e private.

Maria Lassnig, Lady with brain, undated

Si è da poco inaugurata al MoMA PS1 la più grande retrospettiva mai dedicata da un’istituzione americana alla pittrice austriaca Maria Lassnig (Kappel am Krappfeld, 1919), la cui prolifica e lunga carriera  ha attraversato più di settant’anni di storia dell’arte.
La sua formazione artistica si sviluppa nella Vienna nazista, virando presto verso l’espressionismo astratto, ma già dai tempi dell’accademia il suo interesse si focalizza sull’autoritratto, sull’indagine di se stessa.
La prima svolta arriva all’alba degli anni Cinquanta, quando si manifesta l’interesse nella tensione fra esperienza interiore e descrizione esteriore del proprio corpo, e la figura tende ad avere contorni sempre più deboli. Gli anni Sessanta si aprono con una serie definita “strich-bilder”, in cui l’artista dipinge sdraiata a occhi chiusi premendo col pennello sulla tela, e registrando sensazioni come un sismografo, cercando di dipingere i propri paesaggi interiori, nel credo che “l’arte parte dallo studio della mente, ma anche dall’indagine dei sensi”.
Sempre della metà degli Anni Sessanta compaiono le serie fondate sull’immaginazione dell’interno del proprio corpo: “poi iniziai a guardare dentro di me – ed era una cosa abbastanza radicale ai tempi, era avanguardia pura”. La seconda, fondamentale, svolta della sua vita Maria Lassnig la intraprende nel 1968 quando, a quasi cinquant’anni, realizza il sogno di trasferirsi negli Stati Uniti, “la terra delle donne forti”, per studiare cinema e animazione alla School of Visual Arts.

Maria Lassnig, Materialization of The Eye, 1980 ca.
Maria Lassnig, Materialization of The Eye, 1980 ca.

New Self, uno dei dipinti chiave della mostra, rappresenta l’artista nuda, in versione seduta e in piedi. Le figure sono una accanto all’altra e sono dipinte con colori vividi, rosa e verde acqua, che saranno un marchio distintivo della futura produzione.
La stagione newyorchese si inaugura con una nuova presa di coscienza, quella “consapevolezza del corpo” in cui il ritratto diventa grido di sfogo, mostrando coraggiosamente traumi personali, incubi, aspirazioni e sogni mai realizzati, un’istantanea dell’anima, con un tragicomico uso dei colori chiari, come in Self on the Snow, Two Ways of Me” e lo straordinario You, or Me?.
Una mostra da non perdere quella della pittrice austriaca, i cui ritratti risultano sempre attuali e potenti, come stagliati in un indefinito senza tempo.

Francesco Lecci

New York // fino al 25 maggio 2014
Maria Lassnig
MOMA PS1
22-25 Jackson Avenue

+1 718 7842084
[email protected]  

www.momaps1.org

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Francesco Lecci
Francesco Lecci, 28 anni, toscano, vive a New York. Ha studiato presso la L.U.I.S.S. Guido Carli di Roma e l’Università Cattolica di Milano. Ha lavorato per CareOf DOCVA, Alessandro De March Gallery, Fluxia, Fiorucci Art Trust, BOFFO N.Y.C.