Le neoavanguardie e la ricostruzione. Storie del secondo Novecento

Casa Cavazzini, Udine – fino al 25 maggio 2014. La mostra “Stars&Stripes” rende omaggio alla generosità del comitato italo-americano per il terremoto in Friuli. Quando Carl Andre e Thomas Hess fecero fundraising per gli sfollati.

Alex Katz, Boy with Branch I

A Udine non si parla di arte americana del XX secolo: è l’arte americana del XX secolo che parla di Udine. Ci racconta che, dopo il 6 maggio del 1976, dopo il terremoto che ha messo in ginocchio il Friuli, negli Stati Uniti uno scultore minimalista e un critico del New York Times decidono di raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione di queste zone. Lo scultore è Carl Andre e il critico si chiama Thomas Hess. Insieme, e con il sostegno del mondo dell’arte, della finanza e della politica americane, Andre e Hess fondano a New York il comitato FRIAM – Friuli Art and Monuments. Viene così donata e trasferita in Italia una collezione di 113 opere che, dopo una breve tappa a Roma, giunge intatta a Udine nell’estate del 1978, entrando a far parte del catalogo del museo d’arte moderna e contemporanea comunale, di recente trasferito nei centralissimi spazi progettati da Gae Aulenti (nata a soli quaranta chilometri di distanza).
Grazie ai prestiti di collezioni private, la testimonianza della solidarietà d’oltreoceano si arricchisce di ulteriori tasselli della produzione statunitense del secondo Novecento. A nomi come De Kooning, Christo, Segal, Lichtenstein, Stella, LeWitt si affiancano quelli di Warhol, Rauschenberg, Jasper Johns e di molti altri neoavanguardisti. Le sale del pianterreno di Casa Cavazzini mettono così a disposizione dei propri ospiti un vero e proprio compendio astrattista, pop, minimal e neodada. Nonostante il fervore sperimentale non si dimenticano le vive istanze figurative e realiste, dalla ritrattistica intima di Alice Neel a quella di taglio più cronachistico di Leon Golub, fino ai deliziosi intagli colorati di Kiki Smith.

Stars&Stripes - Andy Warhol
Stars&Stripes – Andy Warhol

Si tratta in qualche caso di una preziosa occasione per osservare filoni secondari di produzione o opere meno note di artisti-icona, che a poche inflazionate icone finiscono appunto per essere ricondotti, nell’immaginario comune come nei circuiti espositivi contemporanei. Tre per tutti. Warhol, una fucina vivente di produzioni serigrafiche, partecipa alla retrospettiva con Speedskater, dedicata alle Olimpiadi di Sarajevo del 1984 e oggi in collezione privata. Lichtenstein dona alla città Udine un disegno preparatorio a matite colorate del 1975, che ci si arrischia in punta di piedi a definire un po’ cubista e un po’ dechirichiano. E Christo questa volta non impacchetta scogliere o nasconde vallate, ma svela i suoi momenti progettuali, anche lui con una serigrafia che, insieme ad altre, destinava alla vendita per finanziare i progetti su larga scala.
Queste e tante ancora sono le testimonianze di una consapevolezza sociale che completa quella creativa e che apre le porte a una dimensione etica pragmatica ed effettiva.

Francesca Coccolo

Udine // fino al 25 maggio 2014
Stars&Stripes. Arte americana dagli anni settanta
a cura di Vania Gransinigh
CASA CAVAZZINI
Via Cavour 14
0432 414772
www.udinecultura.it

  • Di questa donazione si è saputo poco o nulla….sicuramente lo spazio dove viene allestita renderà degno omaggio a questa donazione: Casa Cavazzini è diventata museo d’arte moderna e contemporanea comunale dopo una lunga e turbolenta ricostruzione su progetto di Gae Aulenti, ed è impreziosita oltre che dagli affreschi giovanili dei fratelli Basaldella, dalla straordinaria collezione Astaldi che annovera tra l’altro opere di De Chirico, Savinio, Santomaso, De Pisis, Carrà ecc…