L’autoproduzione 2.0 di Carlo Zanni

Marsèlleria, Milano – fino al 25 aprile 2014. Ultimi giorni per visitare “Oroboro”, breve personale di Carlo Zanni ospitata nei tre piani dello spazio ibrido milanese. Pezzi di design handmade e opere realizzate con tecnologie digitali dialogano accompagnati da una colonna sonora inedita di Moby.

Carlo Zanni - Oroboro - veduta della mostra presso Marsèlleria, Milano 2014 - photo Nicole Marnati

Carlo Zanni (La Spezia, 1975; vive a Milano) mette in luce punti di forza ed elementi di debolezza di Internet, con la consapevolezza che deriva da una profonda conoscenza della tecnologia. Falle che non sono nascoste e che costituiscono la materia stessa del suo operare artistico, basato su dati di fonti terze, apparentemente oggettivi. La soggettività sta nel riconoscere il proprio autoritratto nella foto scattata da Google Maps mentre si passeggia con il cane o nel trovare un nuovo profilo geografico dell’Italia attraverso l’unione dei punti corrispondenti alle basi militari americane sul territorio italiano, stampati a intervalli regolari su fogli bianchi.
Nell’allestimento con oggetti di design di Raw-Edges, Ilaria Innocenti, Giorgia Zanellato e Mirko Rizzi, l’artista ha cercato di ricreare l’atmosfera dello studio, soprattutto al piano terra, con un grande tavolo pieno dei suoi ViBo, ibridi tra libro e video che vogliono suggerire una nuova forma di collezionismo: economico, senza firma e a tiratura illimitata.

Marta Cereda

Milano // fino al 25 aprile 2014
Carlo Zanni – Oroboro
MARSÈLLERIA
Via Paullo 12a
02 76394920
[email protected]
www.marselleria.com

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.