L’ambigua parvenza dell’essere nella società moderna. Auerbach & Robilliard all’ICA

Institute of Contemporary Arts, Londra – fino al 15 giugno 2014. Prospettive, introspettive e retrospettive nella capitale britannica. Dove Tauba Auerbach e David Robilliard approcciano in maniera innovativa spazi e apparenze, criticando sia la società che le istituzioni in cui viviamo.

Tauba Auerbach, The New Ambidextrous Universe I, 2013 - photo Vegard Kleven - courtesy Standard (Oslo)

Dal 2004 Tauba Auerbach (San Francisco, 1981) continua una serie di creazioni di Conceptual Art, concentrandosi specificamente sulla grafica e su come quest’ultima stabilisce, tramite la ripetizione e la precisa simmetria, un flusso energetico ed evocativo. Nella sua prima esposizione solista in Inghilterra, The New Ambidextrous Universe, Auerbach prende ispirazione dall’omonimo libro del 1964 scritto da Martin Gardner, che include argomenti matematici sulla quarta dimensione e sulla forma asimmetrica del Dna. L’artista reinterpreta questi studi scientifici tramite sculture ondulatorie minuziosamente assemblate e un orientamento innovativo nell’uso dei colori. Inoltre, Auerbach spinge il limite dell’analisi scientifica considerando come questi principi di simmetria e riflessione possano aprire le porte a un universo parallelo.
Nonostante il metodo usato dall’artista trovi un certo attrito nell’immensa sala al piano terra dell’ICA, dove i lavori sono esposti, suscitando inoltre una certa dispersione e quindi diminuendo l’emozione visiva, ne resta l’autenticità e l’armonia di ogni singolo pezzo. L’alto lavoro artigianale di Auerbach origina un’impressione illusoria derivata da creazioni meccanicamente prodotte (The New Ambidextrous, 2014, compensato e alluminio) e provocatoriamente contorte (Latch, 2014; Knit Stitch, 2014, acciaio laccato).

David Robilliard @ ICA, Londra 2014 - © The Estate of David Robilliard
David Robilliard @ ICA, Londra 2014 – © The Estate of David Robilliard

Al livello superiore troviamo una rassegna di lavori d’inizio carriera di David Robilliard (Channel Island, 1952-1988). L’artista britannico – che ha ispirato ed è stato ispirato da Gilbert & George, durante il boom omosessuale di Londra negli Anni Ottanta – viene proposto tramite i suoi dipinti di quella decade. Un’intelligente mescolanza di pittura e scrittura in forma di slogan, che delinea la vita di Robilliard così come la società dell’epoca. The Yes and No Quality of Dreams (1988), A Room Full of Hungry Looks (1987), Life Isn’t Good is Excellent (1987) lasciano spazio a temi più spinti come Box Full of Tricks – My Ass (1987), Disposable Boyfriends (1987) e Too Many Cocks Spoil the Breath (1987).
Spesso paragonato a Jean Cocteau e a Joe Orton, specialmente per le note drammatiche e moderne delle poesie che Robilliard scriveva, la mostra propone un susseguirsi di estratti delle ultime e dipinti che catturano perfettamente il romanticismo dell’artista. Un romanticismo che rispecchia non solo i sentimenti di Baudrilliard, ma racconta una devastante realtà della società gay della fine degli Anni Ottanta: l’Aids. “The Thing That Thrilled Them / Was The Thing That Killed Them”: così l’autore cala un telo d’ironia sulla propria vita sessuale e sulla crescente desolazione dovuta alla sua situazione di malattia, che lo ha fatto morire all’età di 36 anni. Il suo lavoro rappresenta perfettamente quello che era la underground London, quel gruppo di artisti che per prima volta hanno occupato l’ormai-eccessivamente-trendy zona di Shoreditch. Nelle due sale si respira un’atmosfera nostalgica ma magicamente accattivante che emana dalla voglia di trasgredire e sperimentare tipiche della società giovanile della Londra dell’epoca.

Daniela Amolini

Londra // fino al 15 giugno 2014
Tauba Auerbach – The New Ambidextrous Universe
David Robilliard – The Yes No Quality of Dreams
12 Carlton House Terrace
+44 (0)20 7930 3647
[email protected]
www.ica.org.uk

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Daniela Amolini
Nel 2011 si sposta da Brescia a Londra per studiare il Master Integrato in Critica della Moda e dell’Arte all’University of the Arts. Nonostante gli studi, collabora attivamente per gli italiani Frizzifrizzi e Vogue e i britannici Rough Magazine e Lomography. La sua creatività e voglia di sperimentare e mettersi in gioco trova nei musei e nelle esposizioni artistiche un perfetto campo di lavoro: dal 2012 collabora con la Brick Lane Gallery come curatrice. Il suo pallino fisso è la relazione tra fine art e moda.