La Galleria Zero fra una sede e l’altra. E fa tappa in banca

Zero…, Milano – fino al 24 aprile 2014. In attesa della nuova sede, la Galleria Zero… allestisce una collettiva negli spazi sventrati di un’ex banca. In piazza Vesuvio prende vita una collettiva dedicata al suono, al sogno e alla luce. Tra un mosaico di Barrow e un dipinto recentissimo di Roccasalva.

Imitatio Christieʼs (partoftheprocess6) - veduta della mostra presso la Galleria Zero..., Milano 2014 - courtesy the artists and Zero..., Milano - photo Filippo Armellin

In attesa dello stanziamento nella nuova sede, in viale Premuda, lo staff di Zero… allestisce una collettiva scelta, eterogenea e definita da nuove visioni. Negli spazi in via di ripristino di una filiale bancaria, nei pressi di piazza Napoli, Imitatio Christie’s è introdotta da un piccolo dipinto di Pietro Roccasalva: la trasfigurazione di uno dei suoi camerieri, attraversato dalle tonalità dei grigi. Il percorso prosegue con il mosaico a finestra di Mark Barrow, stanziato fra i due Periaqueductal Gray di Jurgen Ots. Fra la selezione di lavori e di artisti, Victor Man si riserva un antro dello spazio devitalizzato, aggiungendo suadente fragilità allo spazio sventrato; mentre Michael E. Smith proietta un video tra i moti onirici di un cane addormentato e le pulsazioni basse di un brano musicale. Infine, fra il disegno di Micol Assaël e le rievocazioni avanguardiste di Black, Mungo Thomson allestisce un’installazione sonora dedicata al canto dei grilli. Frequenza suonata da cinque diversi strumenti classici, componimenti riprodotti da cinque differenti dispositivi nascosti in gabbie per grilli disposte in cinque diversi punti negli spazi.

Ginevra Bria

Milano // fino al 24 aprile 2014
Imitatio Christie’s (partoftheprocess6)
ZERO…
Piazza Vesuvio 19
02 87234577
[email protected]
www.galleriazero.it

  • alex gianotti

    Perché è sempre Ginevra Bria ha recensire le mostre da Zero? Sono forse parenti? Cambiare i punti di vista non sarebbe male!!

    • Marco Enrico Giacomelli

      Anche comprarsi una grammatica.

    • Punti di vista? La descrizione di quello che c’è? Perché non porsi qualche domanda? Perché non importa a nessuno?

      • Opalka

        La galleria Zero è rimasta senza sede con pochi collezionisti e forse senza soldi. La scelta di questa sede è un messaggio subliminale di ricerca fondi per sopravvivere.

  • plateaincerta

    I lavori saranno da IKEA evoluta. I prezzi no!!!!!
    Questo è il problema!

  • Ma quale recensione? questa è la descrizione di quello che c’era e che tutti potevano vedere.Non sarebbe utile andare oltre una critica descrittiva? Non sarebbe forse utile iniziare a porci delle domande su quello che vediamo? Oltre questa vaga pretesa di poeticità. Che ormai possiamo vedere ovunque, da Facebook fino ai bordi (gnon) delle strade.

    Davanti ad un dipinto anemico, o ad un oggettino sgarupato posto a venti metri, o un video sulle zampine di un cane che tremano, porsi delle domande, equivale ad aprire un abisso. Meglio liquidare tutto come poesia. Sostanzialmente si tratta di poesia. Emozione. Punto e basta.

    La mostra sembra selezionare tante cosine che hanno in comune una certa temperatura, quasi un godimento per una sottile inquietudine, sempre giocata sulla pratica del riciclo (anche stilistico dalla storia, vedi giovani indiana jones). Se non ci fossero i nomi, ogni opera potrebbe essere di chiunque. La mostra affianca degli standard. Penso che la sfida di oggi sia avere il coraggio, scabroso e impertinente, di attivare un dialogo tra il pubblico, gli esperti e gli artisti su questi oggetti. Su queste opere. Diversamente siamo davanti ad Ikea Evoluta. In questo caso Involuta, per diventare sofisticata e quindi evoluta. Quale prezzo per queste opere? Quale valore? Perchè?

    Il dialogo critico tra artisti, esperti e pubblico potrebbe giustificare il valore e quindi il prezzo come risultato finale. Gli artisti sono estremamente permalosi, i curatori non vogliono fare i critici ma gli artisti, il pubblico non c’è…ditemi voi.