La ceramica, da Faenza a Venezia. Nelle mani di 29 artisti

Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia – fino al 4 maggio 2014. 29 opere di 29 artisti nelle sei sale di Palazzetto Tito. Per la prima volta fuori dal Museo, la collezione Carlo Zauli diventa una mostra dove la ceramica è la materia comune ai diversi linguaggi di affermati e giovani artisti.

In forma di ceramica - Processo di lavoro dell'opera di Mathieu Mercier

A volte l’inesperienza conduce a sperimentazioni sorprendenti. La sapienza e la capacità tecnica rendono meno rischioso il procedimento, la conoscenza del materiale e delle sue procedure di lavorazione permettono di non fare errori. La pratica decennale della lavorazione artigianale della ceramica ha portato i primi tentativi a diventare successi, a non rompere i pezzi nei forni, a non produrre crepe indesiderate, a non sbagliare colori e vernici. Ma la competenza a volte è un limite: l’esperto può correre il rischio, con il tempo, di progettare oggetti “possibili” senza arrischiarsi in esperienze azzardate.
Ecco dove nasce la ricchezza delle residenze d’artista promosse fin dal 2003 al Museo Carlo Zauli di Faenza che, programmate con costanza fino ad oggi, hanno iniziato a formare una collezione dove artisti che mai prima di allora avevano avvicinato questa materia si sono cimentati in prove che, con la ceramica, davano nuova voce al loro atteggiamento artistico.
Artisti di fama internazionale e giovani assegnisti delle residenze sono entrati in quelli che furono dal 1949 i luoghi in cui Carlo Zauli produceva le sue ceramiche, nel suo studio di progettazione, tra i suoi attrezzi e i suoi colori. Qui la materia, dura ma fragile, duttile ma resistente della ceramica diventa una possibilità nuova per coloro che oggi producono arte visiva senza costringersi nei limiti di quel linguaggio a cui sono abituati.

In forma di ceramica - veduta della mostra presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2014
In forma di ceramica – veduta della mostra presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2014

Intraprendere una nuova strada nella comunicazione di un’idea, di un istinto artistico è nutriente per la golosa mente dell’artista e, per ovvia conseguenza, è una bella scoperta per il fruitore, che vede le potenzialità di una scultura tradizionale e allo stesso tempo azzardata, geniale, divertente, inaspettata. Si tratta molto semplicemente di sculture alla mostra alla Bevilacqua, ma sono realizzate trascendendo i limiti della tecnica. Lavori inediti, realizzati appositamente per il Museo Carlo Zauli e che ora fanno parte di quella che sarà, in futuro, una grande collezione in cui passato e futuro, tradizione e sperimentazione si fondono nella materia così terrosa e allo stesso tempo poetica che è la ceramica.

Chiara Casarin

Venezia // fino al 4 maggio 2014
In forma di ceramica
a cura di Stefano Coletto e Matteo Zauli
artisti: Yuri Ancarani, Salvatore Arancio, Sergia Avveduti, Maura Biava, Lorenza Boisi, Pierpaolo Campanini, Gianni Caravaggio, David Casini, T-Yong Chung, Lorenzo Commisso, Christian Frosi e Diego Perrone, Alberto Garutti, Francesco Gennari, Giovanni Giaretta, Piero Golia, Simon Macgrath, Eva Marisaldi, Mathieu Mercier, Maurizio Mercuri, Luca Monterastelli, Bruno Peinado, Chiara Pergola, Marco Samorè, Daniel Silver, Luca Trevisani, Davide Valenti, Daniele Veronesi, Sislej Xhafa, Italo Zuffi
FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA – PALAZZETTO TITO
Dorsoduro 2826
041 5207797
[email protected]
www.bevilacqualamasa.it

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Chiara Casarin
Chiara Casarin (1975) è curatore indipendente. Ha lavorato dal 2000 al 2003 presso la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, dal 2006 al 2008 presso la Fondazione Benetton Iniziative Culturali di Treviso, 2009 al 2011 presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 2009 ottiene il titolo di dottore di ricerca alla Scuola Studi Avanzati di Venezia con una tesi sulle problematiche dell’autenticità nell’arte contemporanea. Dal 2007 al 2009 è ricercatrice presso l’Ecole des Hautes Etudes di Parigi. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Ceci n'est pas l'Auteur. Ovvero: l'opera dell'arte nell'elogio della sua riproducibilità digitale in “Engramma” n. 60, dicembre 2007; Estetiche del Camouflage (a cura di Chiara Casarin e Davide Fornari), ed. Et al., Milano 2010; Las Bodas de Canà en Venecia. Autenticidad de un facsimil in “Revista de Occidente” n. 345 Febbraio 2010, Fundaciòn José Ortega y Gasset, Madrid e BLM 2002>2010 ( a cura di) ed. Mousse Publishing, Milano 2010. Ha curato diverse esposizioni collettive e personali tra cui le più recenti In Equilibrio tra due punti sospesi di Silvano Rubino (Venezia BLM giugno 2010, catalogo Damiani), e Carlo Gajani (Museo Civico Archeologico di Bologna, maggio 2010, catalogo ed. dell'Archiginnasio) con Renato Barilli. Svolge attività di collaborazione alla didattica presso l' Università Ca' Foscari ed è docente di Arte Contemporanea presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Venezia. Dal 2009 collabora con la Soprintendenza B. A. P. di Venezia e Laguna.