Il carattere di Gabriele De Santis. Da Frutta, a Roma

Frutta Gallery, Roma – fino al 26 aprile 2014. Sottigliezze concettuali per una mostra dal volto pop. Il progetto è intitolato “Dear Michael” e si incentra sulla scrittura, protagonista inattesa del nostro tempo smartphonizzato.

Gabriele De Santis, ( ), 2014 - photo Roberto Apa - courtesy Frutta Gallery, Roma

Punti esclamativi, interrogativi, parentesi tonde e persino graffe. La mostra di Gabriele De Santis (Roma, 1983) da Frutta sembra essere stata concepita da un chatteur. Dopotutto uno dei paradossi del nostro tempo smartphonizzato è il sopravvento inatteso che ha avuto la scrittura sulle altre forme di comunicazione. L’idea di fondo è di dare dignità di ready made al monogramma “muto”, che, isolato e quindi ulteriormente silenziato, finisce per assumere un plus di significato. Certo, mettere insieme atomizzazione del typing ed estetica minimal-pop è un po’ poca cosa. Ma De Santis è bravo a rendere preziosi e sottilmente pulsanti i suoi lavori in apparenza così facili. Ci riesce con poche e affilate mosse: mette le ruote ai quadri come fossero skateboard; fa delle parentesi presenze marmoree, con tanto di venature; fonde in modo tanto leggiadro quanto straniante simboli grafici incongruenti. Com’è pop (per non dire camp) ormai il concettualismo.

Pericle Guaglianone

Roma // fino al 26 aprile 2014
Gabriele De Santis – Dear Michael,
FRUTTA GALLERY
Via Giovanni Pascoli 21
06 68210988
[email protected]
www.fruttagallery.com

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Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.