Zoè Gruni: la ri-scoperta delle Americhe

Galleria Il Ponte, Firenze – fino al 18 aprile 2014. Un ritorno alle origini, dal passato al presente, lungo le traiettorie della memoria collettiva. Una personale di Zoè Gruni, giovane artista toscana dall’anima nomade.

Zoè Gruni, Boitatà2, 2012-13, foto

La coscienza dell’ap­partenenza sociale si basa da sempre sulla partecipazione a un sapere e a una memoria comuni, trasmessi attraverso l’impiego di un sistema simbolico altrettanto comune: la cultura. Non solo parole, frasi e testi, ma anche riti e danze, modelli e ornamenti: perché tutto può diventare segno per codificare la comunanza, e non conta il medium, ma sono la funzione allegorica e la struttura semiotica a essere determinanti. Proprio questa sorta di mistica memoria culturale, sono le Americhe da ri-scoprire per Zoè Gruni (Pistoia, 1982). Una mostra che raccoglie un corpus di opere prodotte dal 2004 a oggi, in cui la nomade artista trasfigura la realtà secondo un lessico e una genealogia onirica attraverso cui tornare a identificarci tutti come collettività. Miti d’oggi, per un catalogo di totem, personaggi e luoghi impossibili, che raccontano, esorcizzandole, le grottesche Cronache di Bustos Domecq dei nostri tempi.

Sarah Venturini

Firenze // fino al 18 aprile 2014
Zoè Gruni – Le Americhe
IL PONTE
Via di Mezzo 42b
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www.galleriailponte.com