Schizzi, frammenti e curatori dispettosi. Una mostra veronese

La Giarina, Verona – fino al 26 aprile 2014. Tra archivio e scoperta, una mostra per fare il punto sulla collezione della galleria veronese. Con un piglio giocoso, tra frammenti e percorsi interrotti, ma anche per riflettere sull’esperienza dell’esporre.

Adolf Hoffmeister, Ricky, 1968

In un mondo (quello dell’arte contemporanea) in cui la curatela è sempre più opera di ordinamento concettuale o intellettualistica ricostruzione storica, Luigi Meneghelli si riscopre enfant terrible. Nel nuovo allestimento alla Giarina, mescola dispettosamente artisti storici e giovani scoperte, offrendo minime tracce per un percorso unitario. Le opere sono scelte con attenzione particolare al frammento, al rapido abbozzo; le didascalie si limitano al nome dell’autore. Quando il visitatore gli si rivolge per ottenere una qualche guida, un rassicurante punto di riferimento, lui gli segnala il video della giovanissima Alessia Cargnelli: nell’allestire una mostra c’è lo stesso piacere (oggi spesso perduto) che ha un bambino nel percorrere un album di fotografie. I volti sono sempre gli stessi, ogni volta nuovi. E visitare una mostra è cercare un indottrinamento, o aprirsi nuove vie?

Simone Rebora

Verona // fino al 26 aprile 2014
Quindici pezzi facili
a cura di Luigi Meneghelli
artisti: Enrico Baj, Andrea Bianconi, Clara Brasca, Alessia Cargnelli, Claudio Costa, Jean Dupuy, Ken Friedman, Daniele Girardi, Daniele Giunta, Maurice Henry, Adolf Hoffmeister, Aldo Mondino, Otto Muehl, Santiago Picatoste, Silvano Tessarollo
LA GIARINA
Via Interrato Acqua Morta 82
045 8032316
[email protected]
www.lagiarina.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.