Markus Lüpertz e Lisippo

Cardi Black Box, Milano – fino al 29 marzo 2014. Otto dipinti recenti di Markus Lüpertz, ispirati alla classicità, senza rinunciare a un linguaggio novecentesco. In bilico tra astrazione e figurazione.

Markus Lüpertz

Fin dal portone del palazzo in cui è ospitata la galleria, nel punto di fuga della prospettiva che dà sul fondo del cortile, si scorge un quadro di Markus Lüpertz (Liberec, 1941) sulla parete di fondo del “Black Box” di Cardi. L’esterno è tutto nero, ma all’interno le pareti bianchissime e una invidiabile luce naturale fanno risaltare un percorso figurativo che si snoda tra solo otto, bellissimi quadri, appartenenti ad un unico ciclo. Man mano, da sinistra a destra, si assiste all’emergere, sulle tele, dei contorni di una statua classica, palesemente ricalcata sull’Agias di Lisippo, rivisto attraverso un filtro picassiano. Man mano scompare il contesto moderno, le persone, e rimane solo il mare, quella che sembra essere una canoa, la spiaggia e una sorta di strana anamorfosi, accanto al marmo, indimenticabile: dimenticato ciò che passa, rimangono i valori intramontabili di una civiltà.

Giulio Dalvit

Milano // fino al 29 marzo 2014
Markus Lüpertz
CARDI BLACK BOX
Corso di Porta Nuova 38
02 45478189
[email protected]
www.cardiblackbox.com

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Giulio Dalvit
Nato nel 1991 a Milano, ha studiato Lettere e si è laureato in Storia dell’arte moderna alla Statale di Milano. Ha collaborato anche con alcuni artisti alla realizzazione di mostre milanesi tra Palazzo Reale, il Museo del 900 e Palazzo Ducale a Genova. Ha scritto per Flash Art e, ora, Artribune. Sempre in sospeso tra l’antico e il contemporaneo, studia al Courtauld Institute a Londra, dove attualmente vive.