La morte secondo Antonio Guccione

Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano – fino al 31 marzo 2014. Si prendano illustri defunti. Si realizzino calchi in resina dei loro teschi. E poi li si fotografi in scenari pop. Antonio Guccione e un nuovo percorso in due millenni.

Antonio Guccione, Bob Marley, Miami 1981

Da Milano a New York, da Pollock a Warhol e millenni indietro, sino al 3 aprile 33. Antonio Guccione reinterpreta e inventa il ritratto, partendo da un teschio. Ego, essenza e personalità: morte dell’essere stati. Politici e grandi condottieri; santi e filantropi; attrici, musicisti e artisti. Tutti grandi uomini, con una testa, una traccia e una storia. Guccione fa del gioco un’arte, connota i personaggi e li fa rivivere ai nostri occhi: di natura e morte. Teschi e particolari di personalità, spunti narrativi, simbolismi, associazioni. Con il supporto di calchi in resina realizzati in un laboratorio scientifico sulle sembianze dei vari defunti eccellenti, il percorso si snoda in un crescendo spettacolare e profondo. La fotografia torna in presa diretta, senza artifici, con risultati inattesi e pop. Originali, di grande contemporaneità.

Daniela Pellegrino

Milano // fino al 31 marzo 2014
Antonio Guccione – From Jesus to Yves Saint Laurent
BIANCA MARIA RIZZI & MATTHIAS RITTER
Via Cadolini 27
02 58314940
[email protected]
www.galleriabiancamariarizzi.com

  • Pia

    Articolo conciso ed intelligente brava Daniela Pellegrino