La cattiva abitudine del disegno. Costantini, Pellegrini e Clementi

d406, Modena – fino al 1° marzo. Una singolare bipersonale tra un disegnatore che si definisce “attivista grafico” e un artista da sempre impegnato nella pratica del disegno. Con un libro visionario e un ambizioso progetto dedicato alla comunicazione pubblicitaria nell’arte contemporanea. Che rivela qualcosa di più della semplice propaganda.

Cattive abitudini - veduta della mostra presso la Galleria d406, Modena 2014

Una dettagliata catalogazione in bianco e nero, realizzata con perizia calligrafica. Pagine pubblicitarie minuziosamente copiate su più di trecento fogli occupano un’intera stanza sotto forma di installazione in progress. Untitled drawing art intende difatti essere un omaggio distaccato che l’artista e illustratore Gianluca Costantini ha voluto fare all’arte contemporanea e ai suoi affascinanti riti mediatici. L’impatto è di grande effetto e colpisce la scelta di concentrarsi sulle scritte, date e font, con un procedimento di riscrittura quasi maniacale. Altrove una grande carta di Simone Pellegrini dialoga con le tavole del libro Cattive abitudini – realizzato da Costantini insieme a Emidio Clementi che, pur nella differenza stilistica, si amalgamano felicemente all’opera per la comune e potentissima carica visionaria.

Francesca Baboni

Modena // fino al 1° marzo 2014
Cattive abitudini
GALLERIA D406
Via Cardinal Morone 31/33

327 1841147
[email protected]
www.d406.it

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Francesca Baboni
Francesca Baboni vive a Correggio (Re). Laureata in Lettere Classiche con indirizzo storico-artistico all'Università di Bologna, è critico d'arte, storico dell'arte e curatrice indipendente. Da diversi anni cura per spazi privati ed istituzionali mostre personali e collettive di artisti contemporanei, con un'attenzione particolare alla pittura e alla fotografia. Collabora con il Centro Studi Correggio Art Home dedicato al pittore Antonio Allegri detto Il Correggio per conferenze, ricerche e visite guidate, ed è membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Il Correggio, che ne gestisce l'attività.