Il dubbio della visione. Laurent Montaron e la gnoseologia

Monitor, Roma – fino al 10 maggio 2014. L’artista francese Laurent Montaron presenta nella Capitale un nuovo film e tre lavori inerenti l’identità e l’esperienza della conoscenza.

Laurent Montaron, Nature of the self, 2014 - photo Massimo Valicchia - courtesy the artist and Monitor, Rome

Il film The Nature of the self, girato da Laurent Montaron (Verneuil-sur-Avre, 1972; vive a Parigi) durante la residenza del 2013 presso Villa Medici, riflette su ciò che vediamo in stretta relazione con l’identità e la nostra conoscenza di questa. Le due foto Everything we see could be something else ed Everything we can describe could be something else rendono visibile le mani dell’artista durante la realizzazione dei suoni, colonna sonora del film, realizzati con un sintetizzatore degli Anni Settanta. Dall’altra parte, How can one hide from that which never sets?, una teca divisa all’interno in due parti uguali mediante uno specchio inserito obliquamente, realizzato dall’artista con un’antica tecnica. Lo spettatore, solo se posto frontalmente e al centro, potrà specchiarsi, altrimenti vedrà solo ciò che lo circonda. I lavori in mostra innescano una riflessione sui meccanismi propri e sottesi alla visione di un’immagine, e di quella che si ha di se stessi.

Martina Adami

Roma // fino al 10 maggio 2014
Laurent Montaron – Everything we see could be something else
MONITOR
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Martina Adami
Critica e curatrice, vive e lavora a Roma. Ha collaborato con l’Istituto Nazionale per la Grafica alla digitalizzazione e archiviazione della collezione video, nonché alla realizzazione di diverse mostre. Nel 2011 è stata corrispondente da Londra per: Exibart, Exibart International e Inside Art. Attualmente collabora con diverse riviste di settore e scrive per il blog CasaNoi curando la sezione “Arte e architettura” e “Arredamento e fai da te”.