Habicher. Quando la scultura è “concetto spaziale”

Galleria Goethe, Bolzano – fino al 4 marzo 2014. Il peso, l’ombra, l’illusione. Eduard Habicher costruisce la sua scultura come fosse un luogo “altro”, fantasmatico. Dove l’essere delle materie dialoga con il vuoto e la dimensione di stabilità con quella di precarietà.

Eduard Habicher - Gedanken-Fänger - veduta della mostra presso la Galleria Goethe, Bolzano 2014

La scultura di Eduard Habicher (Malles, 1956; vive a Merano) è ininterrotta interrogazione dello spazio. Lo attraversa, lo estende, lo riconfigura. E se tutta la scultura dell’avanguardia (da Tatlin a Calder a Fontana) ha provato a sfidare le leggi della gravità, l’ha fatto sottolineando la propria leggerezza. Habicher invece non ha bisogno di esibire la levità dei materiali; semplicemente solleva da terra l’acciaio, il legno combusto, il vetro. La leggerezza nelle sue opere non nasce dalla materia, nasce dal movimento. Ed è per questo che si avvertono più estensioni, gesti nell’aria che “figure” legate ai principi di plasticità e statica. Qui il baricentro viene annullato, per lasciare posto a una inafferrabile multidimensionalità, fatta di ombre, riflessi, trasparenze. Eppure il lavoro di Habicher non ha nessuna intenzione di sovvertire l’ordine spaziale, quanto quella di suscitare una sorta di “carattere mentale della spazialità” e dei suoi stati fisiologici: incrocio, taglio, tensione. A contare non è l’idea di finito, di concluso, ma l’idea di evento in corso, di trasformazione in atto.

Luigi Meneghelli

Bolzano // fino al 4 marzo 2014
Eduard Habicher – Gedanken-Fänger
a cura di Heinrich Schwazer
GALLERIA GOETHE
Via della Mostra 1
0471 975461
[email protected]
www.galleriagoethe.it

CONDIVIDI
Luigi Meneghelli
Laureato in lettere contemporanee, come critico d'arte ha collaborato e/o collabora a quotidiani (Paese Sera, L'Arena, L'Alto Adige, ecc.) e a riviste di settore (Flash Art, Le Arti News, Work Art in progress, Exibart, ecc.). Ha diretto e/o dirige testate culturali come Veronalive. Come curatore ha collaborato con spazi pubblici, tra cui Mart, Palazzo Forti, Museion e in occasione di mostre personali ha pubblicato saggi su Kantor, Novelli, Turcato, Vedova, Chiari, Fioroni, Boetti, Mambor, Masuyama, Hernandez, ecc. Ha curato mostre tematiche e di gruppo in Italia e all'estero, come La Pop Art Italiana, La Nuova Scuola Romana, L'Arte Povera, La Body Art. Si è interessato di Pubblic Art con esposizioni e dibattiti. E' stato selezionatore per il Triveneto delle nuove emergenze per riviste ed esposizioni. E' stato commissario italiano per la rassegna internazionale “Frontiera 92” (BZ) e commissario alla Biennale di Venezia (’93)… Insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Verona.