Giuseppe Panza di Biumo e la sua collezione: dialoghi attraverso l’oceano

Ca’ Pesaro, Venezia – fino al 4 maggio 2014. Va in scena alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna un assaggio della sterminata collezione Panza di Biumo, preziosa eredità di un instancabile “talent scout” dell’arte contemporanea.

Giuseppe e Giovanna Panza presso la Leo Castelli Gallery di New York, 1975 - photo Filippo Formenti, Milano

Giuseppe Panza di Biumo (Milano, 1923-2010) ha saputo avventurarsi con coraggio oltre i confini dell’oceano e approdare in territorio americano fin dal secondo dopoguerra, spinto dalla voglia di conoscere di persona gli artisti e il loro lavoro, senza mediazioni.
Il risultato è una collezione densa, capace di crescere nel tempo, arrivando a raccogliere oltre 2.500 pezzi d’arte. La mostra Giuseppe Panza di Biumo. Dialoghi americani, curata da Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia, ed Elisabetta Barisoni, offre un colpo d’occhio rapido ma efficace su una parte del ricchissimo patrimonio costruito dal conte di Biumo: quaranta opere e ventisette artisti che ben esemplificano il percorso del gusto del collezionista attraverso i decenni.
Grazie ai prestiti dei musei Guggenheim di New York e MOCA di Los Angeles, oggi custodi delle sezioni più cospicue, l’esposizione dà voce ai protagonisti delle tendenze artistiche amate dal conte a partire dal 1955. Sulle pareti di Ca’ Pesaro dialogano opere di matrice pop, come il lavoro pittorico di James Rosenquist o gli assemblage materici di Robert Rauschenberg, e la produzione che dal minimal sfocia nel filone concettuale, con l’alluminio anodizzato di Donald Judd, gli scarni significanti-significato di Joseph Kosuth, le scale di grigio di Brice Marden, fino ai neon luccicanti di Dan Flavin e il bianco monocromo di Lawrence Carroll.

Mark Rothko, Red and Brown, 1957 - Olio su tela, 175, 26 x 109,86 x 2,54 cm - Los Angeles, The Museum of Contemporary Art, The Panza Collection - © Kate Rothko Prizel & Christopher Rothko/ Artists Rights Society (ARS), New York, photo Brian Forrest
Mark Rothko, Red and Brown, 1957 – Olio su tela, 175, 26 x 109,86 x 2,54 cm – Los Angeles, The Museum of Contemporary Art, The Panza Collection – © Kate Rothko Prizel & Christopher Rothko/ Artists Rights Society (ARS), New York, photo Brian Forrest

La conversazione tra queste e altre imponenti figure dell’onda lunga della contemporaneità resta sempre percepibile, senza però appesantire l’allestimento ed evidenziando una profonda conoscenza, da parte dei curatori, dell’approccio all’arte contemporanea dimostrato dal collezionista. Non a caso, tra il 2008 e il 2010, Gabriella Belli e Panza di Biumo hanno potuto trasformare la propria amicizia in una collaborazione a quattro mani, utilizzando gli spazi del Mart di Rovereto per dare risalto a una parte della collezione dedicata all’arte concettuale. Il dialogo instaurato allora sembra risuonare anche oggi. Le parole dello stesso conte di Biumo, che occhieggiano a corredo di alcune delle opere in mostra, custodiscono tutta la passione di un uomo definito dalla Belli come “uno straordinario talent scout”.
Bisogna essere dotati di occhi, cuore ed empatia per cogliere il valore di un’opera d’arte. Andare “oltre i limiti di quello che si vede” non è impresa semplice, ma questa esposizione veneziana rende giustizia a una personalità che è stata capace di farlo, senza timore.

Arianna Testino

Venezia // fino al 4 maggio 2014
Giuseppe Panza di Biumo. Dialoghi americani
a cura di Gabriella Belli ed Elisabetta Barisoni
CA’ PESARO
Santa Croce 2076
848 082000 / 041 42730892
[email protected]
capesaro.visitmuve.it