Serialità dell’ottativo. Gabriele Silli in solo da Federica Schiavo

Federica Schiavo Gallery, Roma – fino al 15 marzo 2014. Andare nella stamperia di Vogue per produrre lavori – firmati Gabriele Silli – che distruggono le riviste con gli acidi. Il tutto servendosi dell’ottativo come perno concettuale. E per chi non ha studiato greco?

Gabriele Silli - Esercizi di accanimento ottativo-digitali - veduta della mostra presso la Federica Schiavo Gallery, Roma 2014

Gabriele Silli (Roma, 1982), già parte del collettivo Mastequoia – con il quale realizza opere video e sculture -, questa volta riempie in solo gli spazi della Federica Schiavo Gallery. I lavori in mostra si confrontano direttamente con la materia disgregata con gli acidi e aggressivamente manipolata, nella forma di patinate riviste di moda o di un elaborato Organo del sommerso, un tavolo che contiene vasche piene di carte, resine, stoffe, pelli e sormontato da nove oggetti che reiterano il processo distruttivo. L’ottativo, tempo verbale greco del desiderio e della possibilità, si incarna coerentemente nell’estetica seriale delle riviste e delle grandi carte realizzate nella stessa stamperia di Vogue, che convivono con un oggetto scultoreo ibrido tra àncora e incudine, sequel di un ciclo prodotto con Mastequoia. Meno convincente e apparentemente fine a se stessa la grande installazione-dispositivo Organo del sommerso, frutto imponente della demiurgica volontà iconoclasta di Silli.

Chiara Ciolfi

Roma // fino al 15 marzo 2014
Gabriele Silli – Esercizi di accanimento ottativo-digitali
FEDERICA SCHIAVO
Piazza di Montevecchio 16
0645432028
[email protected]
www.federicaschiavo.com

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Chiara Ciolfi
Chiara Ciolfi (Roma, 1987) è laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Si interessa di arte contemporanea in tutte le sue forme, con un accento particolare sull’editoria e le riviste di settore. Ha collaborato con Exibart dal 2008 al 2011 fino all’avvento dell’ “era Artribune”. Attualmente sta costruendo il suo percorso tra stage e collaborazioni con fondazioni orientate alla ricerca (Nomas Foundation) e gallerie collaudate (Gagosian Gallery), con il sogno di farne un lavoro vero.