Odilon Redon. Melancolia alchemica

Fondazione Beyeler, Riehen – fino al 18 maggio 2014. Un percorso di 84 lavori, tra dipinti, disegni e litografie, illustra prolungatamente il versante onirico del maestro francese. Un’antologica che, rivelando la brillantezza pittorica di un periodo dell’artista, ne svela gli accattivanti antecedenti oscuri.

Odillon Redon - veduta della mostra presso la Fondazione Beyeler, Riehen 2014

In occasione della prima inaugurazione del 2014, la Fondation Beyeler presenta il proprio programma espositivo, annunciando – nonostante il calo di visite dell’8% accusato nel 2013 – tre mostre antologiche di rilievo. Da ricordare dunque, da maggio al 7 settembre, il percorso su Richter a cura di uno dei suoi più importanti sostenitori, Hans Ulrich Obrist; a seguire, fino al 18 gennaio 2015, Gustave Courbet e, in parallelo, i dipinti di Peter Doig dal 23 novembre 2014 al 22 marzo 2015.
Attualmente, però, il vero detentore degli spazi di Riehen è un protagonista atipico per la Fondazione: Odilon Redon (Bordeaux, 1840 – Parigi, 1916). L’introverso disegnatore, l’instancabile pittore e il maniacale litografo francese, nella storia dell’arte del XX secolo, ha anticipato alcune correnti che si sono rivelate uniche, come Fauvismo, Cubismo e, soprattutto, Surrealismo. Diventando un faro poetico non solo per i suoi contemporanei (quali Cézanne e Gauguin), ma anche per le generazioni successive, che guarderanno alle sue opere nella pienezza della luce della modernità. Solo attraverso un’idea di rievocazione, di annessione estetica, si riesce a intuire il legame, il motivo di questa mostra, rispetto alla portata della Collezione Beyeler; all’interno della quale, sebbene non sia presente alcuna opera di Redon, l’artista francese si inserisce come punto di passaggio per molti autori che sono stati raccolti, quali Bonnard, Matisse, Picasso, Kandinsky, Mondrian, Ernst, ma anche Newman e, per trame cromatiche, Rothko.

L’esposizione, fin dal suo principio, tocca con risolutezza la realtà oscura dell’immaginario di Redon, così come, con la stessa forza, si prolunga sulla sua ricorrenza a motivi floreali e ad accostamenti cromatici altisonanti. Dalla storia dell’arte alla letteratura e alla musica, passando per le filosofie e religioni occidentali e orientali, fino alle scienze naturali, la mostra è concepita secondo un ordine cronologico libero e presenta le opere raccolte secondo insiemi induttivi. Dalle litografie ai pastelli su carta, agli oli su tela, i lavori sono frutto dei prestiti provenienti dal Museum of Modern Art, dal Metropolitan Museum of Art di New York, dal Rijksmuseum di Amsterdam e dal Musée d’Orsay. La retrospettiva regala un’intensità occulta lungo la prima parte del percorso che, strutturalmente schermato dall’esterno, racchiude, nell’alveo di pareti dai colori mistici, i noir giovanili di Redon, in una continua emancipazione di ombre e sogni metamorfici, trasformati in dialoghi visuali con l’indicibilità dell’inconscio.

Ginevra Bria

Riehen // fino al 18 maggio 2014
Odillon Redon
a cura di Raphaël Bouvier
FONDATION BEYELER
Baselstrasse 101
+41 (0)61 6459700
[email protected]
www.beyeler.com

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.