La versione di Ian Tweedy

Monitor, Roma – fino al 15 febbraio 2014. L’artista americano allestisce la sua terza personale nella galleria capitolina: una tappa importante nella sua evoluzione, in cui traccia la propria personalissima rielaborazione della Storia. E rivela un inquieto e ambiguo rapporto con la sua vita in Germania.

Ian Tweedy, Casting Sebastian for the execution of Claus Von Stauffenberg - - My Neighbors The Von Stauffenbergs, Roma 2014 - photo Massimo Valicchia - Courtesy the Artist and Monitor

I concetti di memoria, identità e appartenenza, storie personali e collettive si intrecciano e si sovrappongono nelle opere di Ian Tweedy (Hahn, 1982; vive a New York). In questo caso, le vicende della nota famiglia Von Stauffenbergs, vicini di casa dell’artista a Berlino negli Anni Ottanta e discendenti del protagonista dell’attentato fallimentare contro Hitler del 1944, il proprio background come writer e la caduta del Muro di Berlino. L’artista ne fa un palinsesto per la “scrittura” della sua versione soggettiva della storia, nel tentativo di intercettare il flusso meccanico degli eventi. Nella serie Casting unknown woman for my neighbor the countess imprime a olio, su fogli di giornali raffiguranti la caduta del Muro, i tratti immaginati della contessa Von Stauffenberg che, incarnata dai volti di attrici dell’epoca, truccandosi invecchia progressivamente. Nell’altra sala della galleria, il riferimento all’attentato è più diretto: il trittico monumentale Fragment Kit (Aftermath of the 20th July Plot) prende spunto da una foto scattata dopo l’evento e allinea a tinte fosche i detriti dell’esplosione, in una sorta di catalogazione frammentaria.

Marta Veltri

Roma // fino al 15 febbraio 2014
Ian Tweedy – My Neighbors The Von Stauffenbergs
MONITOR
Via Sforza Cesarini 43-44
06 39378024
[email protected]
www.monitoronline.org

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Marta Veltri
Marta Veltri (Cosenza, 1983) si è laureata in architettura a Roma con una tesi sull'allestimento museale delle Terme di Caracalla. Subito dopo ha fatto parte del team che ha dato alla luce UNIRE, progetto vincitore dell'ultimo YAP (Young Architects Programs) MAXXI, sempre a Roma. Ha collaborato con studi d'architettura italiani e stranieri, approfondendo il complesso rapporto tra architettura, design, arte e fotografia. Negli ultimi tempi si è avvicinata al mondo della comunicazione in ambito artistico e culturale. Dal 2012 scrive per Artribune.
  • giustamente, essendo giovane indiana jones della prima ora, Ian si ritrae. Però sembra veramente che si possa presentare tutto e il contrario di tutto, basta che provenga da archivio o mercatino dell’usato. Come a dire un Favelli cresciuto tra USA e una base USA in Europa.