Il Maxxi saluta e commemora Gabriele Basilico

Maxxi, Roma – fino al 30 marzo 2014. Scomparso il 13 febbraio 2013, al museo capitolino è di scena Gabriele Basilico. Ed è possibile immaginare un futuro migliore, come amava pensare il fotografo milanese. Ripartendo dalle geometrie inscritte nelle architetture delle città.

Gabriele Basilico, Cantiere del MAXXI, 2009 - stampa b/n ai sali d’argento su carta baritata, cm. 50,3 x 61 - courtesy Fondazione MAXXI

Settanta fotografie tutte di grande formato, a parte quelle che catturano le terre sullo Stretto di Messina, in bianco e nero, ripercorrono la biografia di un’intensa collaborazione tra il Maxxi di Roma e Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013). Un percorso circolare diviso per sezioni, i cui titoli contengono le parole chiave da interiorizzare: città, architettura, sguardo, atlante. Un camminatore solitario per le strade delle città, tutt’al più insieme a un assistente per dividere il peso dell’attrezzatura, a partire dalla sua amata Milano fino a Beirut, per fermare una memoria urbana storica che presto la ricostruzione avrebbe cancellato. Così la fotografia diventa necessaria e indispensabile, soprattutto l’unica possibile, per conservare le tracce e registrare il momento. Il lavoro di Gabriele Basilico è una vita spesa a conferire quella dignità estetica a ogni genere di architettura, come afferma lui stesso nel film documentario di Amos Gitai, visibile in anteprima al Maxxi, “le città sono come un corpo in cui la bellezza convive con la sua bruttezza”.

Giorgia Noto

Roma // fino al 30 marzo 2014
Gabriele Basilico – Fotografie dalle Collezioni del MAXXI
a cura di Francesca Fabiani e Giovanni Calvenzi
Catalogo Contrasto
MAXXI
Via Guido Reni 4a
06 39967350
[email protected]
www.fondazionemaxxi.it

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Giorgia Noto
Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia (Viterbo). Collabora con alcune riviste cartacee e testate online legate alla cultura contemporanea, scrivendo principalmente di arti visive e moda. Parallelamente all’attività di scrittrice freelance, è una curatrice. Ha collaborato con il collettivo di arte pubblica Cantieri d’Arte, formato da Marco Trulli e Claudio Zecchi, e frequentato il Corso in pratiche curatoriali e arti contemporanee di Aurora Fonda a Venezia. Dopo un anno di lavoro intenso con un’associazione romana con cui ha ideato e organizzato diversi progetti all’interno della città di Roma, oggi porta avanti la sua ricerca come curatrice in autonomia.
  • camillo bello

    Devi morire prima che le istituzioni di questo paese sciagurato prendano sul serio il lavoro che hai fatto per una vita.
    La cosa che ti fa rodere dentro è che i nostri soldi dati a queste strutture pubbliche vadano all’80 per cento per finanziare le politiche artistiche di stati uniti, inghilterra, germania e un po’ di francia.
    Andate a verificare cosa succede ai soldi puibblici destinati all’arte in queste nazioni.