I luoghi senza tempo di Alberto Zamboni

Galleria Il Segno, Roma – fino al 16 febbraio 2014. Nella mostra del bolognese Alberto Zamboni, curata dallo sceneggiatore Mattia Torre, è presente una ventina di nuove tele. Dove affiorano reminiscenze legate alle composizioni pittoriche della solitudine americana.

Alberto Zamboni, Antidoto, 2013

Paesaggi urbani, dimensioni malinconiche e personaggi fumosi sono alcuni degli elementi che caratterizzano l’immaginario figurativo di Alberto Zamboni (Bologna, 1971). Storie impalpabili e suggestioni sospese, dai contorni poco definiti, riempiono le superfici pittoriche, mentre le ampie sfumature tendenzialmente monocromatiche costituiscono l’ossatura nelle ambientazioni noir, e creano luoghi senza tempo all’interno dei quali le meste sagome animate consumano un’esistenza vuota. Alle pennellate fugaci dalle tinte fosche, che esaltano il moto e la stasi quotidiana degli anonimi protagonisti, Zamboni introduce delicate tracce di colore e numerose sfere di luce che prospetticamente illuminano e allo stesso tempo si dispongono nello spazio visivo.
Quella dell’artista è una concezione pittorica evocativa della condizione di transitorietà della vita umana: le sue visioni non hanno un inizio né una fine, ma “nel frattempo” scorrono ineluttabilmente sulla tela. Sono opere nostalgiche che affascinano per la personale forza introspettiva e un calibrato uso delle luci e delle ombre, anche se in alcuni brani affiorano reminiscenze legate alle composizioni pittore della solitudine americana.

Giuseppe Arnesano

Roma // fino al 16 febbraio 2014
Alberto Zamboni – Nel frattempo
a cura di Mattia Torre
GALLERIA IL SEGNO
Via di Capo le Case 4
06 6791387
[email protected]
www.galleriailsegno.com

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Giuseppe Arnesano
Giuseppe Arnesano, storico dell'arte e curatore indipendente. Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2011, è laureato in Conservazione dei Beni Culturali all'Università del Salento e in Storia dell'arte presso l'Università La Sapienza di Roma. Vive a Roma e Lecce.