Hans Arp a Nuoro. Viaggio nella galassia delle avanguardie

MAN, Nuoro – fino al 23 febbraio 2014. Un progetto dedicato a un artista, ma soprattutto alla comunità che lo ha accompagnato. In Sardegna è di scena il grande Hans/Jean Arp, in dialogo con artisti che furono anche amici e compagni d’avventura. Memorie dall’esperienza dadaista e surrealista.

Hans Arp

Dichiaro che Tristan Tzara ha trovato la parola Dada l’8 febbraio 1916 alle 6 di sera. Ero presente con i miei dodici figli quando Tzara pronunciò per la prima volta questa che ha destato in tutti noi un entusiasmo legittimo. Ciò accadeva al Caffè Terasse di Zurigo, mentre portavo una brioche alla narice sinistra”. In queste righe ironiche ed enfatiche c’è già tutto il mondo di Hans Harp (Strasburgo, 1886 – Basilea, 1966) e dei suoi compagni di viaggio. C’è l’euforia di un milieu culturale tanto difficile quando esaltante, tra la febbre di un conflitto bellico internazionale e l’esplodere delle avanguardie storiche. La follia dadaista, iniettata tra le maglie di un pensiero della contestazione e del progresso, viveva di rotture, di capovolgimenti, di intemperanze giocose. E di codici etici ed estetici drasticamente messi in discussione. La stessa febbre di ricerca che avrebbe condotto Arp, qualche anno dopo, ad aderire al movimento surrealista.
Scultore, pittore, sperimentatore di parole e immagini, Arp fu stella luminosa di un firmamento europeo solcato da complicità decisive fra artisti e letterati. È l’atmosfera raccontata da La galassia di Arp, mostra prodotta dal Man di Nuoro, a cura di Rudy Chiappini e Lorenzo Giusti. Al centro c’è la Collezione della Città di Locarno – storica donazione di Hans e di sua moglie Marguerite, che raccoglie anche molte opere di artisti amici – arricchita qui da prestiti di privati e istituzioni.

Julius Bissier, 13 gennaio 1961, 1961
Julius Bissier, 13 gennaio 1961, 1961

Così, lungo un’infilata di sculture, rilievi e arazzi di Arp, capolavori di grazia e purezza, sbucano i lavori di molti autori coevi. Dallo splendido Mobile di Alexander Calder, che subito catapulta nel mezzo di una sintesi comune tra astrazione e concretezza, geometrismo e biomorfismo, al ritratto che lo stesso Calder dedicò all’amico, una china su carta straordinariamente contemporanea, con quel segno grafico un po’ street e un po’ naïf; da una chicca come Cabras, di Italo Vaenti, prezioso collage che affida a due strappi di cartoncino bianco su masonite nera l’idea ambivalente del vuoto e della potenza totemica, del volume e dell’assenza, a un incantevole Paul Klee del 1920, paesaggio destrutturato e lieve, che la polizia nazista aveva bollato come “degenerato”.
E poi Hans Richter, Marcel Janco, Josef Albers, Theo Van Doesburg, un piccolo, mirabile collage di Kurt Schwitters, un olio su tela di Max Ernst, in cui galleggiano su un nero assoluto piccole silhouette organiche in mutazione; e ancora i ritmi ellittici e lirici di Sonia Delaunay o le delicate tempere su tela di Julius Bissier – anche queste di una modernità sorprendente – che conducono fino al 1961, cinque anni prima della morte di Arp.

La galassia di Arp - veduta della mostra presso il Museo MAN, Nuoro 2014
La galassia di Arp – veduta della mostra presso il Museo MAN, Nuoro 2014

Evocando la ricerca dell’essenza e la fuga dal giogo della mimesi, la mostra raccoglie alcune testimonianze di quel glorioso viaggio incontro all’astrazione, fin dalla sua fase aurorale. Nel segno di un’armonia sempre dinamica: la stessa che abitò le strutture di Arp, a comporre paesaggi stellari e scritture molecolari. Una galassia inquieta, in transito dal caos primordiale alla forma assoluta.

Helga Marsala

Nuoro // fino al 23 febbraio 2014
La galassia di Arp
a cura di Rudy Chiappini e Lorenzo Giusti
MAN
Via Sebastiano Satta 27
0784 252110
[email protected]
www.museoman.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.