Franco Guerzoni: prima (e doppia) tappa della consacrazione bolognese

Studio G7 / Otto Gallery, Bologna – fino al 15 marzo 2014. Sono “archeologie senza restauro” quelle di cui racconta Franco Guerzoni in questa doppia personale. Tracce lasciate dal tempo sulle pareti di architetture immaginate, in attesa della retrospettiva al Mambo.

Franco Guerzoni, Dentro l'immagine, salnitro, 1975

I lavori esposti allo Studio G7 sono dodici, provenienti tutti dal passato dell’artista, dagli Anni Settanta e dai primissimi Anni Ottanta. Tutti tranne uno, la grande installazione Impossibili restauri che prende un’intera parete e che Franco Guerzoni (Modena, 1948) ha realizzato appositamente per questa occasione e per questo spazio, coinvolgendo la pelle della galleria sulla quale tanti artisti hanno lasciato la traccia del loro passaggio.
Il rapporto fra passato e presente del lavoro di Guerzoni è reso molto esplicito dall’allestimento, nel quale quest’opera dialoga direttamente con un’altra che gli sta accanto ma che arriva da oltre trent’anni fa: Spia. Questa come le altre opere della serie, un ciclo autonomo fra i meno noti di Guerzoni e che Ginevra Grigolo riporta alla ribalta, alludono direttamente alla stratificazione del tempo e della materia con l’uso di carte, gessi e interventi pittorici che sembrano perdersi nella memoria passata. Al loro fianco le opere degli Anni Settanta, nelle quali sopra le immagini fotografiche compaiono sorte di muffe create dalla reazione chimica del salnitro.
La mostra di Franco Guerzoni continua (o comincia: non c’e un ordine per visitare le due sedi) alla Otto Gallery, dove sono esposti lavori datati dagli Anni Settanta a oggi. Un nucleo di opere storiche sono avvicinate ad altre della serie Impossibili restauri (2010-2011), per finire con una vera e propria scultura realizzata per l’occasione.

Franco Guerzoni, Antropologie, 1978 - photo Dario Lasagni
Franco Guerzoni, Antropologie, 1978 – photo Dario Lasagni

Degli inizi ci sono molti lavori che usano la fotografia: a volte gli scatti sono firmati da Luigi Ghirri, amico storico di Guerzoni, ma, a differenza delle opere fotografiche esposte alla G7, qui gli interventi non sono direttamente sull’immagine, ma si limitano ad aggiunte di elementi in gesso. Ancora una volta, il tema centrale del lavoro dell’artista modenese è il tempo e la traccia del suo passaggio, che resta indelebile: là dove passa, Kronos porta via qualche cosa; sì, la memoria resta, ma un restauro completo diventa impossibile.
A concludere il percorso tracciato da queste due mostre, e a ribadire la coerenza e il dialogo che si instaura tra le creazioni di oltre quarant’anni di lavoro, si aggiungerà a primavera una grande retrospettiva al Mambo.

Chiara Pilati

Bologna // fino al 15 marzo 2014
Franco Guerzoni – Archeologie senza restauro
STUDIO G7
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OTTO GALLERY
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