Come si dice pittura in bulgaro? Sophia Schama da Cannaviello

Studio d’Arte Cannaviello, Milano // fino al 15 febbraio 2014. La pittura è protagonista indiscussa di un percorso espositivo che indaga una natura inesorabilmente insondabile. Con la personale della bulgara Sophia Schama.

Sophia Schama, Gras 264, 2011

Sono vertigini amplificate tra fitti grovigli impenetrabili. Come una lotta costante tra radici spinose e glaciali macchinazioni. Una serie di tele di varie dimensioni compongono il solo show di Sophia Schama (Sofia, 1966; vive a Berlino). Una ad una, le opere raccontano di soglie inespugnabili come tentativi complessi in cui la ricerca si affanna senza scampo. Come se fossero gelide albe di universi postumani tra i garbugli di prospettive illusionistiche, le opere in mostra appaiono viaggi a tappe tra smarrimenti e ossessioni. Illusioni e ricadute. Abbagli di luce e poi tenebre assolute. I tratti dei colori a olio – a volte sgargianti e chiassosi, altre cupi e  lugubri – dipingono inquietudini di assenze come colpi scroscianti nel vuoto di mondi silenti. Visioni oniriche, tra incubi e perdizioni, di una realtà ormai logora e perduta nel caos troppo convulso e cruento di pericolose costrizioni.

Caterina Misuraca

Milano // fino al 15 febbraio 2014
Sophia Schama \ Curried Grass
STUDIO CANNAVIELLO
Via Stoppani 15
02 87213215/16
[email protected]
www.cannaviello.net

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Caterina Misuraca
Caterina Misuraca nata a Lamezia Terme nel 1976. Vive e lavora a Milano. Laurea all’Università di Bologna in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo. Giornalista di cronaca, politica, costume e società. Curatrice mostre d’arte sociale (tra queste: OggettInstabili - Moti Urbani StazionImpossibili). Contitolare Agenzia di Comunicazione Misuraca&Sammarro. Organizza eventi di critical fashion ed ecodesign (tra questi: Natura Donna Impresa Verso Expò 2015 - IOricicloTUricicli). Dal 2008 collaboratrice di Exibart, da marzo 2011 passa ad Artribune.