Alessandro Roma, piatto forte al MAC di Lissone

Museo d’Arte Contemporanea, Lissone – fino al 9 marzo 2014. Fugace ritorno in patria per l’artista milanese Alessandro Roma, attualmente London based. Che propone i lavori degli ultimi tre anni per la prima volta insieme. Ma non chiamatela retrospettiva…

Alessandro Roma, Mandragola (particolare), 2012, terracotta dipinta 40x50x25cm, versione con base in gesso, courtesy l'artista e Brand New Gallery Milano

Tornano gli eclettici menu dello chef Alberto Zanchetta, direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, che da un anno a questa parte ci ha abituati al frizzante format dell’inaugurazione multipla. Fra le “pietanze” di febbraio emerge la personale di Alessandro Roma (Milano, 1977; vive a Londra): una ventina di opere che riassumono gli ultimi tre anni del suo percorso artistico (dalla consacrazione verzottiana al Mart in poi, per intenderci). “Ma non chiamiamola retrospettiva”, puntualizza l’artista.
In effetti, sculture, bassorilievi e collage multimaterici – per quanto nati da differenti suggestioni e modus operandi – danno l’impressione di appartenere a un unico concept, in cui dialogano con coerenza. Un’Organizzazione organica di forme, come recita il titolo della mostra. Complice, in questa ricerca di equilibrio, l’aspetto ampio e pulito del primo piano del museo: il visitatore è invitato a gironzolare liberamente e senza percorsi di lettura precostituiti attraverso questa ricostruzione del “giardino mentale” dell’artista, le cui caleidoscopiche creature seducono e invitano ad avvicinarsi per interpretarne i dettagli.
La linea di terra che rincorre il perimetro delle pareti è un evidente richiamo all’immaginario prediletto di Roma, da sempre attratto dall’elemento naturale. Paesaggista sui generis, costruisce i suoi collage nel tentativo di condensare la propria osservazione del reale, lasciando però che venga inevitabilmente compromessa dai difetti della memoria, dal fascino della casualità e dalla supremazia dell’immaginazione. Alcuni di essi nascono come bozzetti in cui si individuano in nuce forme poi restituite in terracotta (Mandragola, 2012), altri sfidano le costrizioni della bidimensionalità lasciandosi attraversare dalla luce per essere letti fronte/retro (Senza titolo, 2012, collage, olio e organza su carta), oppure generando escrescenze in poliuretano simili a mostruose proboscidi o radici di un sottobosco onirico (Senza titolo, 2012, collage, grafite, olio, tessuto e poliuretano).

Alessandro Roma, Bozzetto-scultura (Mandragola), 2011, collage su carta, courtesy l'artista e Brand New Gallery Milano
Alessandro Roma, Bozzetto-scultura (Mandragola), 2011, collage su carta, courtesy l’artista e Brand New Gallery Milano

Un po’ sacrificati dalla posizione defilata, i due libri prodotti in collaborazione con blisterZine sono esposti per la prima volta insieme: Flâneur (2012) e Wabi-Sabi (2013) rispondono al desiderio di Roma di sollecitare la nostra percezione appropriandosi anche della dimensione tattile, aprendosi a soffietto e rivelando raffinatissimi disegni (certo, la teca museale ce li lascia solo immaginare…). Inediti, almeno in questa soluzione installativa, i bassorilievi in gesso che nella passata mostra da Brand New Gallery fungevano da supporto per le sculture: ne è nato un nuovo lavoro che riflette sul senso della mancanza e che forse aprirà a un nuovo ciclo. Non è una retrospettiva: Alessandro Roma guarda avanti.

Silvia Somaschini

Lissone // fino al 9 marzo 2014
Alessandro Roma – Organizzazione organica di forme
a cura di Vera Dell’Oro e Alberto Zanchetta
MAC
Viale Padania 6

039 2145174 / 039 7397368 
[email protected]
www.museolissone.it

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Silvia Somaschini
Laureata in Storia e Critica dell’Arte all’Università degli Studi di Milano con una tesi sull’architettura nell’opera di Giorgio de Chirico, da anni coniuga la sua passione per il Novecento all’interesse per l’arte contemporanea, collaborando con diversi collezionisti come curatrice e archivista. Si occupa anche dell’ideazione, organizzazione e comunicazione di eventi e proposte culturali, oltre che di visite guidate e didattica museale, frutto dei suoi precedenti studi pedagogici. Ha il vizio di farsi coinvolgere dagli artisti come performer. Vive e lavora fra Milano e la Brianza.