Tris fotografico ai Tre Oci

Casa dei Tre Oci, Venezia – fino al 19 gennaio 2014. Un pacchetto di mostre fotografiche diverse e complementari. Dal progetto irregolare e fantasioso curato da Italo Zannier all’accoppiata di ferro composta da Barbieri e Jodice.

Dott. Bonetti, Radiografia di una borsa, 1897 - dal volume di Q. Majorana, La scarica elettrica attraverso i gas, etc., 1897

Si è sottratta a ogni tentativo di codificazione, ha eluso qualsivoglia desiderio classificatorio o velleità definitoria. È sfuggente, ma possiede un’insita capacità di rinnovamento, tanto che ogni volta che se ne decreta la morte, la fotografia, come l’Araba fenice, rinasce dalle sue ceneri, più forte (e più bella) di prima. Se n’è accorto, non vi è dubbio, il professor Italo Zannier, che da sessant’anni la insegue con un trasporto senza pari. E proprio come si fa con le creature che si amano, infine, l’ha lasciata libera. Libera di farsi trasportare dal vento, il Vento Folle della Fotografia.
Questa mostra emoziona, ed è questo l’importante, ci assicura Zannier. Il progetto, posto in apertura dell’esposizione tripartita che la Casa dei Tre Oci dedica alla fotografia, scompagina i generi, ignora le periodizzazioni, mescola antropologia e arte, eliografia e fotografia digitale, autori noti e anonimi, privilegiando trasversalità, rinvii e suggestioni. Nel tourbillon fotografico della nostra epoca (quella dell’iconismo), che questa mostra ben riproduce, ci sembra di cogliere un messaggio positivo (ma non è neppure l’unico) e cioè che occorrono occhi nuovi per leggere una fotografia contemporanea. E questo perché, come ha affermato John Szarkowski, “la fotografia è nata tutta intera, come un organismo. La sua storia consiste nel percorso attraverso cui ne facciamo la progressiva scoperta”.

Francesco Jodice, Capri #003, 2013
Francesco Jodice, Capri #003, 2013

Lasciamo, un po’ scapigliati per il vero, il piano terra, e ci rechiamo al piano nobile, dove ci accolgono le Suggestioni Capresi 100 anni dopo Diefenbach. Curata da Denis Curti, questa mostra ha un po’ il gusto del politically correct. Prendi due istituzioni unite dal comune impegno culturale – la Fondazione Capri e la Fondazione di Venezia -, mettici due storiche residenze dedite alla fotografia – la Casa Rossa e la Casa dei Tre Oci – e aggiungi due artisti di fama internazionale: Olivo Barbieri e Francesco Jodice. Insomma gli ingredienti ci sono, la qualità dei prodotti pure, se non fosse che ad autori famosi corrispondono sempre aspettative di pubblico molto elevate e nel timore di disattenderle i primi preferiscono non osare. Non c’è che dire, alcune opere sono di ragguardevole efficacia e meritano di essere viste, ma sostanzialmente questa mostra manca un po’ di coraggio (a Olivo Barbieri che fa le riprese dall’elicottero però glielo riconosciamo).

Paola Casanova, 2013
Paola Casanova, 2013

Al secondo piano la mostra si fa in tre: Time, Persone e L’Immagine sospesa, curata dallo storico Circolo Fotografico La Gondola, si distingue per il rigore e lo zelo che sottendono la selezione delle opere esposte, in particolare, dal veterano Massimo Stefanutti ad Anna Zemella, incuriosiscono le risposte che gli artisti hanno dato al tema proposto: Time.

Adriana Scalise

Venezia // fino al 19 gennaio 2014
Tre Oci Tre Mostre – Giudecca Fotografia

CASA DEI TRE OCI
Fondamenta delle Zitelle 43

041 2412332 / 041 2410775
[email protected]
www.treoci.org

CONDIVIDI
Adriana Scalise
Adriana Scalise lavora presso l'Archivio della Biennale di Venezia, laureata in Lingue Orientali (Arabo) e in Conservazione dei Beni Culturali (Storia dell'Arte) da oltre dieci anni nutre interesse nei confronti della Fotografia nelle sue varie declinazioni (storia, estetica e pratica fotografica). In qualità di ricercatrice indipendente collabora con diverse riviste del settore (Gente di Fotografia, Artribune, Fotostorica), partecipa a convegni e pubblica saggi (Verri, ed. Marsilio). Scrive poesie e da alcuni anni porta avanti un progetto fotografico dedicato a "se stessa".